Doni … di natura al Museo di Storia Naturale di Venezia

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Logo Musei Civici VenezianiContinuano gli incontri di approfondimento sullo straordinario patrimonio del Museo di Storia Naturale di Venezia. È previsto, infatti, per il 12 aprile 2007 un secondo appuntamento dal tema Doni…di natura: il cucciolo di dinosauro e altre acquisizioni. All’incontro saranno presenti Mauro Bon ed Enrico Ratti.

Come nasce un museo, in particolare un museo di storia naturale?
Quasi sempre da un dono: qualcuno, con amore, con competenza e con passione mette insieme una raccolta, una collezione e decide poi di donarla. Dalla collezione al museo, dal privato al pubblico.

Anche il museo veneziano è nato così: dalla sezione naturalistica della sterminata collezione di Teodoro Correr, dalla raccolta zoologica di Alessandro Pericle Ninni, dal vasto insieme dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti.

Facciata sul Canal Grande del Fontego dei Turchi, sede del Museo di Storia NaturaleDa questo nucleo iniziale il patrimonio scientifico del Museo si è arricchito nel tempo, soprattutto grazie ad altre donazioni e lasciti, che l’hanno reso uno dei più importanti d’Italia, non solo per la rarità di alcuni pezzi, ma anche per la vastità e la completezza delle cosiddette collezioni di studio, che forse non verranno mai esposte, ma che rappresentano un valore assoluto per la ricerca scientifica, perché costituiscono un vero e proprio archivio fisico della biodiversità e del territorio e restano a disposizione degli studiosi e degli specialisti.

L’incontro presenta al pubblico le più recenti acquisizioni, anche di questo genere: offre dunque  un’occasione irripetibile per accostarsi a reperti che non saranno più esposti in futuro.

Accanto ad essi, sarà possibile vedere in anteprima alcuni pezzi certamente destinati, invece, all’esposizione, come, ad esempio, lo straordinario cucciolo di dinosauro donato da Giancarlo Ligabue.

Sarà un’occasione anche per ringraziare Ligabue e gli altri donatori, quelli di oggi, come Lorenzo Munari e Luciano Braga, o quelli di ieri la cui memoria vive ogni giorno, proprio attraverso le collezioni che hanno lasciato e che è compito del museo tener vive.

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