Arte è passione. Da Funi a Capograssi

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Achille Funi - La finestra, 1915-18 - Olio su tavola, 64,5 x 58,5 - Collezione privataRimarrà aperta al pubblico fino al 20 maggio 2007, alla Bipitalia City di Lodi,  la mostra “Arte è passione. Da Funi a Capogrossi”. Con tale esposizione, organizzata dalla Provincia e dal Comune di Lodi, in collaborazione con Banca Popolare Italiana, si intende rendere omaggio a Tino Gipponi,  uno dei maggiori esponenti della cultura lodigiana del secondo Novecento, ripercorrendone la quarantennale vicenda di scrittore, di critico d’arte e di collezionista.

A comporre l’evento sono un centinaio di opere rappresentative degli autori protagonisti delle oltre cinquanta mostre curate da Gipponi, delle pagine di critica e delle presentazioni: un percorso che lega, nella proposta espositiva e nel catalogo, l’amore per l’arte con quello per la scrittura.

Ricordi di incontri con artisti principalmente di tradizione lombarda ma non solo, passioni per opere e movimenti, curiosità legate al contesto artistico dei protagonisti esposti è quanto offre la rassegna lodigiana. Ogni opera è come una finestra che si apre su storie da raccontare, lo simboleggia anche l’immagine coordinata che il curatore ha scelto per rappresentare la mostra, La finestra di Achille Funi.

Piero Marussig - Donna con fiore, 1927 - Olio su tela, cm 75 x 61 - Collezione privataLa mostra è articolata nelle sezioni di pittura, scultura e grafica. Muovendo dall’opera di due maestri del gruppo novecentista, Achille Funi e Pietro Marussig, l’itinerario si snoda fino ai nostri giorni rispecchiando gli incontri e le scelte del collezionista-curatore e divenendo nel contempo qualificata documentazione del panorama italiano con le diverse personalità ed espressioni artistiche.

Il Chiarismo di Francesco De Rocchi e Adriano di Spilimbergo, la pittura d’azione di Roberto Crippa sono seguiti dalle opere degli anni Cinquanta con il naturalismo materico di Ennio Morlotti, la piena maturità informale di Alfredo Chighine e di Giuseppe Capogrossi. Due dipinti appartenenti alla fase dei “cicli” documentano la ricerca solitaria di Franco Francese, mentre le opere di Mario Tozzi rievocano gli esordi di Gipponi quale curatore di mostre al salone dei Notai del museo civico di Lodi nel 1968: la prima di una stagione di rassegne dedicate tra gli altri anche ad Arturo Bonfanti e Cristoforo De Amicis, a Gianfranco Ferroni, a Giuseppe Guerreschi e alla poetica di Attilio Rossi, tra lirismo e razionalità. Momenti pittorici di Bruno Cassinari e Renato Guttuso, Piero Dorazio, Giulio Turcato, Emilio Scanavino e Mario Schifano, Trento Longaretti, Enrico Della Torre e altri completano il panorama nazionale.

La mostra comprende anche un corpus di opere di autori lodigiani: Angelo Monico e Gaetano Bonelli, Carlo Zaninelli, Giuseppe Vailetti e Attilio Maiocchi tra i pittori rappresentati, affiancati da Ettore Archinti, Gianni Vigorelli e Mauro Ceglie che insieme a Ettore Pesetti ed Enzo Vicentini delineano la sezione dedicata alla scultura.

Giuseppe Capogrossi - Superficie 303, 1959 - Olio su tela, cm 100 x 85 - Collezione privataDi respiro internazionale il corpus delle circa quaranta opere di grafica e disegni: Picasso, Braque, Bacon, Moore, Sutherland, Chagall, Mirò, Hartung, Tapies, Nicholson e Poljakoff insieme ai fogli di Morandi, Bartolini, Viviani, Manzù, Marino Marini, Fontana, Burri, Afro, Ferroni, Plescan, Vitali, Ceschin, Tregambe e altri.

La produzione critica e letteraria di Tino Gipponi, insieme alla biografia fotografica della sua frequentazione degli artisti presenti in mostra, completa il percorso espositivo documentato da un catalogo edito dalla casa editrice ELECTA curato dallo stesso Gipponi e introdotto da un testo di Vittorio Sgarbi.

Nelle 120 pagine sono riprodotte tutte le opere esposte, accompagnate ciascuna da una selezione di brani critici dell’autore e corredate da apparati iconografici, biografici e sinteticamente bibliografici.

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