Venezia e l’Islam 828-1797

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Gentile Bellini [attr.] (1429-1507) - Ritratto del Sultano Maometto II, Istanbul, 25 novembre 1480Dopo Parigi e New York, la grande mostra dedicata al rapporto tra la Serenissima e il mondo islamico approda a Venezia, dove rimarrà aperta al pubblico dal 28 luglio al 25 novembre 2007. Palazzo Ducale, il luogo-simbolo della città e della sua millenaria civiltà, ne è la sede ideale.
Nata dalla collaborazione scientifica tra Institut du Monde Arabe, Parigi, The Metropolitan Museum of Art, New York e Musei Civici Veneziani, è promossa dal Comune di Venezia e dalla Fondazione di Venezia, con la partecipazione di Venezia Musei.

Giambattista Tiepolo (1696-1770) - Due Orientali sotto ad un albero, ca. 1757, Olio su tela Londra, The National GalleryL’esposizione illustra l’articolato e intenso rapporto tra Venezia e il vasto mondo musulmano, attraverso centinaia di oggetti di un’arte raffinata e splendida – dai dipinti ai vetri, dalle ceramiche ai metalli, dai tessili ai materiali a stampa – provenienti da collezioni veneziane prestigiose e da altre grandi istituzioni museali europee e americane, che testimoniano reciproco influsso nella definizione ed evoluzione dei linguaggi artistici, intensità e continuità negli scambi, trasmissione dei saperi e delle tecniche, talento di artisti e artigiani, ma anche di commercianti e imprenditori, e, naturalmente, squisita abilità diplomatica.
La mostra è integrata da un interessante itinerario in città “sulle tracce” di questo ampio intreccio storico e artistico.

Venezia e gli Arabi, Venezia e i Turchi, Venezia e i Persiani: Venezia e l’Islam. Storia di guerra, certo. Storia di pace e di attenzione all’altro, anche. Storia di intensa fascinazione. Storia di tutte le arti. Storia di scambi talmente profondi che talvolta gli studiosi di oggi esitano ad attribuire certe opere ad artisti islamici o veneziani: ambiguità interessanti e salutari, capaci di aprire prospettive e spunti di enorme interesse sugli uomini di quei secoli, il loro spirito, la loro capacità di fare, il loro genio.

Stefano di Sant’Agnese (doc. seconda metà XIV sec.) Madonna in trono col Bambino (1369), Tavola , cm. 81 x 51 - Venezia, Museo CorrerSola potenza europea ad avere plenipotenziari in permanenza nelle città del vicino Oriente, Venezia assurse al ruolo di grande impero marittimo sostanzialmente in virtù di questa capacità di relazione, sviluppando nei confronti del mondo islamico un approccio sempre razionale: seppe comprenderne e apprezzarne la filosofia e la scienza e tessere legami privilegiati con le grandi dinastie musulmane – dagli Ayyubidi ai Mamelucchi e agli Ottomani -, pur nelle peripezie della storia.

L’intento della mostra è quello di far emergere e valorizzare questa importante capacità di integrazione attraverso un percorso espositivo articolato in sezioni tematiche che indagano tutti gli ambiti della produzione artistica: pittura, scultura, miniatura, cartografia, lavorazione dei metalli, vetri, gioielli, tessuti, tappeti e molto altro, in duecento opere di incredibile ricchezza e altissima qualità.
Fiaschetta - Cuoio operato, sec. XVII - Venezia, Museo CorrerTra esse, grandi capolavori della pittura veneta tra Trecento e Settecento, da Bellini a Carpaccio, da Veronese a Tiepolo, oltre a disegni, miniature, rarissimi materiali cartografici.

Straordinarie anche le sezioni dedicate all’arte applicata, in cui emergono con particolare evidenza, nel linguaggio artistico veneziano, temi, decori, tecniche, saperi mutuati dalla civiltà islamica.

Ampia e documentata è inoltre la sezione dedicata agli intensi scambi sul piano scientifico e filosofico, con opere a stampa, strumenti, oggetti.

Il catalogo è edito da Marsilio.

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