L’Autoritratto di Johann Kupezky

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Johann Kupezky  (Pézinok 1666 - Norimberga  1740), Autoritratto, olio su tela, cm 44x36, circa 1706. Milano, Pincacoteca di BreraA Milano, alla Pinacoteca di Brera, sala 34, dal 7 giugno al 9 settembre 2007 si potrà ammirare l’Autoritratto di Johann Kupezky: un dono del numismatico Gaetano Cattaneo.
All’autoritratto dell’artista boemo, nato a Pézinok nel 1666 e morto a Norimberga nel 1740, è, infatti, dedicata la XXI edizione di Brera mai vista. 

La  critica fa risalire al 1706 l’Autoritratto conservato nella Pinacoteca di Brera, l’unica opera dell’artista conservata in collezioni pubbliche italiane insieme con l’altro Autoritratto oggi agli Uffizi, gentilmente concesso in prestito in occasione di questa esposizione; ma in quest’ ultimo, eseguito probabilmente durante il suo soggiorno a Frascati, sono evidenziati le peculiarità dell’artista: la sua professione di pittore, rilevata dalla presenza del ritratto di un gentiluomo, probabilmente suo ignoto committente, e il suo amore per la musica (Kupezky fu musico dilettante) ricordato dal foglio di musica e dal violino, mentre il tappeto ripiegato sembra rimandare ai lavori romani di Fioravanti e Francesco Maltese.

Johann Kupezky (Pézinok 1666 - Norimberga  1740), Autoritratto, olio su tela, cm 113×93, circa 1705. Firenze, Galleria Nazionale degli UffiziAll’Autoritratto ora a Brera si possono accostare una serie di tele, tutte raffiguranti l’artista in diverse pose: una testa dal vero (Roma, collezione Safarik), di poco precedente al dipinto di Brera, un Autoritratto, già a Berlino, ma di cui è nota solo una fotografia, forse copia o derivazione dall’opera della pinacoteca milanese e l’Autoritratto come pellegrino (collezione privata), databile al 1705, in cui l’artista si raffigura con un bastone saldamente impugnato nella mano alignright, simbolo della sua vita da esiliato e riferimento alle sue credenze legate alla riforma della Chiesa dei fratelli, fratelli senza fissa dimora nel mondo.
Nell’ Autoritratto in ozio (Praga, Nàrodni Galerie) datato 1707 e firmato a chiare lettere Famosi Pictoris Bohemi Kopetsky Effigies… eseguito a Vienna, dove egli si ritrae con gli attributi del proprio mestiere, il copricapo da pittore, la tavolozza, i pennelli, sono avvertibili, accanto agli influssi del colorismo della pittura bolognese e veneziana, gli elementi della pittura d’oltralpe, più smaltata e definita che caratterizzerà lo stile dei suoi lavori successivi.
A chiudere la serie dei suoi tanti autoritratti è l’autoritratto nell’atto di dipingere sua moglie del 1711 e di cui si conoscono ben undici copie.

L’autoritratto di Johann Kupezky di Brera entrò a far parte delle collezioni della Pinacoteca nel secondo decennio dell’Ottocento, grazie a Gaetano Cattaneo, conservatore dell’ I.R. Gabinetto Numismatico di Milano, che lo acquistò per accrescere la raccolta di ritratti di pittori intrapresa a Brera dall’allora direttore Giuseppe Bossi.

Il catalogo è edito da Electa

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