Fabre e l’Italia. Un pittore neoclassico tra Torino, Roma e Firenze.

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Opera di François-XavierLa Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, dall’11 marzo al 2 giugno 2008, presenta la mostra Fabre e l’Italia. Un pittore neoclassico tra Torino, Roma e Firenze.
L’esposizione, dedicata al fondatore del museo di Montpellier, rappresenta una importante occasione per conoscere, quanto più esaurientemente possibile, l’opera di un artista che oggi suscita un grande interesse tra gli appassionati d’arte e in particolar modo tra gli specialisti del neoclassicismo.

Le sue numerose opere, oltre a far parte di prestigiose collezioni, sono custodite in importanti musei britannici e americani.

Opera di François-XavierVincitore del Gran Premio di Roma di Pittura nel 1787, ai suoi esordi François-Xavier Fabre (1766-1837) fu una delle maggiori speranze della nuova pittura di storia anticheggiante, consacrata dal successo del suo maestro David.
Le circostanze storiche e i suoi affetti personali lo conducono a Firenze, dove fa carriera e, malgrado la marginalità rispetto al mondo artistico parigino, il suo successo non declinerà mai.

Principalmente ritrattista, ma anche pittore di storia e paesaggista, lavorò dal 1793 agli inizi del 1820 per la buona società cosmopolita cha amava soggiornare in Toscana, ragion per cui le sue opere si dispersero per tutta Europa, nuocendo così per lungo tempo al giusto riconoscimento del suo talento.

Riunire i quadri conservati in Italia (Firenze, Roma, Torino…), ma anche in Polonia, Lituania, Finlandia, Svizzera, Inghilterra, Scozia (National Gallery of Scotland), Irlanda e negli Stati Uniti (Getty Museum di Los Angeles), senza parlare di quelli che si trovano nei musei francesi (Louvre, Museo Opera di François-Xaviere Biblioteca Marmottan, Nantes, Poitiers, Montauban) attorno al ricco nucleo del museo di Montpellier, restituisce all’artista la sua esatta dimensione, permettendo così di capire il suo successo e di individuare meglio la sua originalità.

Infatti Fabre, pur restando fedele all’insegnamento di David e pur rifiutando ogni concessione al romanticismo, appare relativamente ricettivo alle influenze sia dei suoi contemporanei sia dei grandi maestri del passato classico, e capace di rinnovarsi attraverso personali ricerche, soprattutto nel campo del paesaggio; il suo stile è caratterizzato da una tecnica perfetta, una grande eleganza e, proprio per la diversità di generi praticata, una indiscutibile varietà.

La mostra è accompagnata da un catalogo edizioni d’arte Somogy – Parigi.

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