Rumore: un buco nel silenzio

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Mungo Thomson, The American Desert (for Chuck Jones), 2002, Video, dvd, 34’Rimarrà aperta al pubblico dal 28 febbraio al 25 maggio 2008, presso lo Spazio Oberdan di Milano, la mostra Rumore: un buco nel silenzio.
Curata da Giacinto Di Pietrantonio e Gwy Mandelinck, l’esposizione riunisce le opere di ventuno artisti.

Lo spettatore è libero di addentrarsi nel percorso espositivo con l’invito di un ‘ascoltami’ ribadito all’incontro con ogni opera. La materia sonora, a volte fortemente presente, altre misteriosa, si snoda e si declina con linguaggi differenti: il suono si frammenta, si moltiplica, si nasconde per un attimo per poi riapparire in una risata, nella presenza scultorea e materica di un pianoforte, o semplicemente nel colpo di vento che fa vibrare una bacchetta attaccata al ramo di un albero.

Shirin Neshat, Mystified, 1997, On guard, 1997, Stampa su gelatina d’argento e inchiostro. Collezione Marco Noire e Silvia Chessa, San Sebastiano – TorinoLe opere sono affiancate dalla poesia: anche il linguaggio si fa suono, portatore del proprio rumore e bisbiglio, intersecandosi con l’arte e riproponendo per lo spettatore un ascolto che crea continuamente nuove impressioni e nuovi significati.

I protagonisti di questa esposizione: Joseph Beuys (Germania), Marcel Broodthaers (Belgio), John Cage (USA), Mircea Cantor (Romania), Giuseppe Chiari (Italia), Jimmie Durham (USA), Jan Fabre (Belgio), Lara Favaretto (Italia), William Kentridge (Sud Africa), La Monte Young (USA), Filippo Tommaso Marinetti (Italia), Kris Martin (Belgio), Shirin Neshat (Iran), Melik Ohanian (Francia), Yoko Ono (Giappone), Adrian Paci (Albania), Diego Perrone (Italia), Miguel Angel Rios (Argentina), Mungo Thomson (USA), Bill Viola (USA), Jordan Wolfson (USA).

La mostra, che trae ispirazione da “Een lek in het zwijgen: noise”, evento ideato da Gwy Mandelinck e curato da Giacinto Di Pietrantonio a Watou (Belgio) durante l’estate 2007, è promossa dalla provincia di Milano.

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