Teste colossali di pietra. Una riscoperta per l’antica Brixia

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Testa di Fauno - Spoleto, collezione Antinori Petrini.A Brescia, presso la Sala dell’Affresco del Museo della Città, situato nel celebre complesso di Santa Giulia, venerdì 23 maggio 2008 verrà inaugurata la mostra Teste colossali di pietra. Una riscoperta per l’antica Brixia, che rimarrà aperta al pubblico fino al 22 settembre 2008.


Testa di Fauno - Spoleto, collezione Antinori Petrini.L’evento ruota attorno all’eccezionale ritrovamento di una monumentale testa marmorea facente parte della collezione d’arte spoletina di Emo Antinori Petrini, ma che i recenti studi hanno felicemente ricondotto tra le testimonianze figurative più eloquenti della Brescia di età romana.
Si tratta, infatti, di una mensola antropomorfa del I secolo d. C., scolpita nel tipico marmo locale di Botticino, nel cui volto si distingue il soggetto allegorico di un Fauno.

La testa rappresenta la terza di una serie, costituita da altre due conosciute fin dal principio del XIX secolo (un Giove Ammone e un probabile Pan) e attualmente custodite nel Museo della Città, presso la sala dedicata all’area dell’importante foro dell’antica Brixia e ai principali edifici pubblici che lo completavano.

Testa di Giove Ammone - Brescia, Museo della Città in Santa GiuliaBen diverse le vicende della scultura Antinori Petrini. Prima del suo riconoscimento, quest’opera è stata oggetto di alcuni illustri passaggi collezionistici, anche internazionali, laddove persisteva l’attribuzione alla rinascenza classica di ambito toscano avviata nel corso del XIII secolo. In verità, a eccezione di una lacuna alla piramide nasale, l’esame autoptico ha confermato la sorprendente identità tipologica e stilistica con gli esemplari bresciani già esposti in Museo. Si può affermare quindi che le tre mensole in questione, eseguite certamente sotto l’egida di un’unica bottega di pregevoli maestri lapicidi, facessero parte dello stesso progetto decorativo e che potessero essere inserite nella medesima architettura. Le dimensioni e la sobria qualità del modellato inducono a pensare ad un grande edificio pubblico, fosse esso una porta urbica, il foro, il teatro o altro ancora. Cicli decorativi analoghi, dal forte valore simbolico, sono noti soprattutto nell’Italia nordorientale e nella penisola istriana presso complessi forensi proprio del I secolo d.C.

L’esposizione, promossa dal Comune di Brescia e Fondazione CAB con UBI-Banco di Brescia e Fondazione Brescia Musei, costituirà, dunque, l’occasione per ammirare le tre Teste finalmente ricongiunte.

La mostra e il catalogo sono a cura di Francesca Morandini e Luca Mor.

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