Manzù 1908-2008

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Manzù, Grande Striptease, 1967 ca., bronzo, cm 287 x 70,5 x 55,8 - Raccolta Manzù, ArdeaIl Centro Tellino di Cultura di Teglio e l’Associazione Culturale Magnolia di Bergamo dedicano a Giacomo Manzù un’importante mostra, in occasione del centenario della sua nascita. Giunge, infatti, quest’anno in Valtellina una sintesi della sua copiosa produzione d’arte, che sarà possibile ammirare attraverso un percorso espositivo ampio ed eterogeneo che si snoda attraverso le località di Teglio, Sondrio, Tirano, Ligone e Boalzo.

Edifici storici e religiosi ospiteranno nelle proprie sale, dal 26 luglio al 21 settembre 2008, oltre 80 opere provenienti da numerose collezioni private e pubbliche: sculture, gouaches, acqueforti, incisioni, dipinti e medaglie che abbracciano tutto l’iter artistico di Manzù, dagli anni Trenta agli anni Ottanta.
Un percorso espositivo che presenta i soggetti che hanno reso l’artista bergamasco famoso in tutto il mondo come i Cardinali , i Ritratti di Papa Giovanni XXIII, i Passi di danza, i temi del Pittore con modella e degli Amanti.

Sede principale della mostra il Palazzo Besta di Teglio, gioiello di perfezione rinascimentale, che ospiterà nei propri giardini una serie di imponenti sculture bronzee che segnano come pietre miliari il percorso artistico del Maestro, tra cui il Grande Striptease proveniente dalla Raccolta Manzù di Ardea e Giulia e Mileto in carrozza, prestito della GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e contemporanea/Accademia Carrara di Bergamo.

Nell’antico Palazzo Pretorio di Sondrio, sede del Comune, verranno esposte alcune tra le più belle sculture di Manzù, raffiguranti ritratti femminili, e i famosi Passi di danza.

A Tirano, nella «Casa del Penitenziere», risalente al XVIII secolo e sede del Museo Etnografico Tiranese, trovano ospitalità le opere di più ridotte dimensioni, notevoli tuttavia per freschezza espressiva e pregnante incisività artistica.
Non mancano significativi saggi dell’artista nell’aristocratico Palazzo Salis, nel cuore della città, nelle sue splendide sale che narrano il passato e i fasti della potente famiglia.

Altre significative tappe dell’itinerario d’arte legato alla mostra sono nella chiesa di Santa Maria di Ligone (Teglio) e nella chiesa di Sant’Abbondio di Boalzo, in edifici sacri non privi di storia e di pregevoli documenti d’arte, sicuramente degni di accogliere opere e testimonianze di Manzù.

Una sezione a latere è infine allestita presso la Galleria AL.BO per l’Arte di Morbegno, che ospita una preziosa serie di scatti effettuati dal figlio dello scultore, il designer Pio Manzù, ritraenti l’artista al lavoro durante la progettazione della Porta della Morte della Basilica di San Pietro a Roma.

La mostra è curata da Giacomo Manzoni, nipote dello scultore.

Accompagna l’esposizione un catalogo pubblicato da Magnolia Edizioni con testi critici di Marcella Cossu, direttrice della Raccolta Manzù di Ardea, e Marco Roncalli, editorialista.

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