Ultimi giorni per visitare la mostra “Flexibility. Design in a fast-changing society”

0

Soft di Molodesign e Roc di Ronan and Erwan Bouroullec per VitraMancano solo pochi giorni alla chiusura della mostra “Flexibility – Design in a fast-changing society”, organizzata da Torino 2008 World Design Capital presso le ex carceri Le Nuove di via Paolo Borsellino 3 a Torino.
L’esposizione, curata da Guta Moura Guedes, direttrice della biennale Experimentadesign di Lisbona, resterà aperta, infatti, fino a domenica 12 ottobre 2008.

Inaugurata lo scorso 28 giugno, la mostra porta in scena il leitmotiv dell’anno che vede Torino Capitale mondiale del design: “Flexibility”, ovvero quella capacità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti che è diventata il requisito fondamentale per la sopravvivenza e la competitività di tutti i gruppi sociali, dalle famiglie alle aziende, dalle città all’intero sistema Paese.

Significativa la scelta della sede della mostra: le ex carceri  “Le Nuove”, testimonianza emblematica di come una struttura possa essere “flessibile” e modificare radicalmente la propria destinazione d’uso, da luogo di chiusura per antonomasia, ad espressione di apertura verso l’esterno, verso i cittadini, i turisti, il mondo in generale.

Ross Lovegrove, Patricia Urquiola, Sigi Moeslinger e Masamichi Udagawa dello studio Antenna Design, Bertjan Pot, Clemens Weisshaar e Reed Kram, Ana Mir e Emili Padrós diEmiliana, Fernando Brízio, Giulio Iacchetti, sono i nomi dei designer di fama internazionale – nove studi in tutto – che hanno contribuito con le proprie opere alla mostra.

Nello spazio circolare del panopticum, il corpo centrale da cui si diramano i bracci di detenzione, la mostra introduce il visitatore ai molteplici significati oggi attribuiti al concetto di flessibilità.
A completare l’esposizione  le sonorizzazioni dei sound designer  Enrico Ascoli e Rui Gato, le creazioni della visual designer Margarida Moura Guedes, mentre la parte di allestimento e di grafica è stata curata rispettivamente da Pedro Gadanho e da Lizá Defossez Ramalho e Artur Rebelo dello studio R2.

Comments are closed.