Lo sguardo dell’altro. Andrea Bregno e la poetica fotografica nella collezione di Ignazio Cugnoni

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In programma alla  Biblioteca Vallicelliana di Roma, mercoledì 19 novembre 2008, la presentazione del volume degli Atti del Convegno di Studi “Andrea Bregno e la committenza agostiniana“, promosso dal Comitato Nazionale Andrea Bregno, e l’inaugurazione della mostra “Lo sguardo dell’altro. Andrea Bregno e la poetica fotografica nella collezione di Ignazio Cugnoni”.

Il volume (Erreciemme edizioni), che raccoglie una serie di relazioni riguardanti lo studio dell’opera del Bregno a Roma e nel Lazio, fra Quattro e Cinquecento, con particolare riferimento alle committenze agostiniane, sarà presentato da Amedeo Eramo, Priore, Chiesa di Sant’Agostino, Roma; Silvia Maddalo, Università della Tuscia, Viterbo; Massimo Miglio, Direttore Istituto Storico Italiano per il Medioevo, Roma / Università della Tuscia, Viterbo; Maria Concetta Petrollo Pagliarani, Direttrice Biblioteca Vallicelliana; Claudio Strinati, Soprintendente Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma / Presidente Comitato Nazionale Andrea Bregno.

Edicola fonte battesimale, Chiesa Santa Maria del Popolo, Roma, Andrea Bregno

Di grande interesse è la mostra che, curata da Cesare Panepuccia, ha permesso al Comitato Nazionale Andrea Bregno di continuare a lavorare sulla scultura del Quattrocento romano mediante un’ottica ed un taglio inedito.
L’esposizione è costituita da fotografie scelte dalla collezione di Ignazio Cugnoni (1822-1903), pioniere della fotografia d’arte dell’Ottocento, eseguite nell’arco temporale di 10 anni (1865-75) e che rappresentano un importante documento, propedeutico e utile per lo studio della scultura di ambito romano del Quattrocento ma anche dell’attività professionale di architetto del Cugnoni.

La selezione delle immagini in mostra è avvenuta soprattutto con l’intento di mettere in evidenza “lo sguardo dell’altro”, quello di Cugnoni appunto nei confronti della scultura del Quattrocento, con particolare rilievo per quella dell’arte scultorea e decorativa di Andrea Bregno.
Le numerose immagini, per lo più calotipie con taglio artistico-documentario, mostrano i portali e le facciate di chiese con le loro edicole, i tabernacoli, gli altari, le balaustre, i cibori, i bassorilievi, i monumenti funebri, le cappelle, le statue, dando così un ampio spettro del singolare lavoro eseguito, oltre che da Andrea Bregno, anche da Mino da Fiesole e bottega nelle moltissime chiese di Roma, in speciale modo in quelle dell’Ordine Agostiniano.

Le innumerevoli opere bregnesche, che contrassegnano un particolarissimo lessico architettonico-scultoreo e tentano di staccarsi dai canoni quattrocenteschi primitivi per affacciarsi alle soglie del Rinascimento maturo, hanno tanto attratto l’obiettivo da ripresa di Ignazio Cugnoni da lasciare, consegnato alla storia, un patrimonio di oltre 4500 immagini contenute nella sua preziosa collezione conservata nella Fototeca Nazionale di Roma.
Il fotografo venne presto in contatto con importanti personaggi legati allo sviluppo della fotografia, quali: l’astronomo inglese John F.W. Herschel, inventore nel 1839 di una tecnica fotografica su vetro; lo scienziato scozzese David Brewster che nel 1849 perfezionò lo stereoscopio a rifrazione; il filosofo francese Edmond Becquerel che nel 1839 scoprì l’effetto fotogalvanico. Sulle scoperte di questi studiosi, intenti a sviluppare nuove ricerche intorno alla fotografia, compilò vari scritti pubblicandoli sulla “Raccolta di lettere ed altri scritti intorno alla fisica ed alle matematiche” di cui fu Direttore dal 1845 al ‘49.

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