Arte e natura nel Parco

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Nel Parco Regionale Roccamonfina-Foce Garigliano, nell’alto casertano, presso l’area archeologica denominata Orto della Regina, il 7 febbraio 2009 sarà inaugurata la prima installazione d’arte contemporanea site-specific, nell’ambito del Progetto Arte e Natura nel Parco.

L’opera è stata selezionata attraverso un concorso di idee promosso dalla Regione Campania – Parco Regionale Roccamonfina-Foce Garigliano, sotto la direzione artistica di Marcello Smarrelli ed organizzato da Civita.

Al concorso di idee sono stati invitati quattro artisti di fama internazionale: Gruppo A12, Christian Frosi, Cyprien Gaillard, Tue Greenfort.

L’iniziativa nasce dalla volontà del Presidente del Parco Regionale Roccamonfina-Foce Garigliano, Raffaele Aveta, di inserire l’area protetta nel circuito internazionale dei parchi d’arte e di promuovere la produzione artistica contemporanea, con particolare attenzione alle forme di arte pubblica e partecipata, alle poetiche della Land Art, all’interesse per i temi della natura, dell’ambiente, della cultura biologica, con l’obiettivo di ricostruire o evidenziare un legame tra l’opera d’arte e l’ambiente, capace di sviluppare nuove visioni e nuove riflessioni.

I quattro progetti sono stati pensati per diventare parte integrante del paesaggio, senza sovrapporsi ad esso in maniera monumentale o invasiva, nell’intento di stabilire un legame naturale, istintivo, tra lo spazio e l’intervento artistico.

Si inizierà con la realizzazione dell’opera di Christian Frosi dal titolo Osservatorio Shoemaker – Levy nell’area archeologica Orto della Regina, a cui si vorrebbe far seguire la costruzione degli altri progetti presentati o di altri che potranno nascere da nuove commissioni pubbliche.

Christian Frosi per il suo intervento nel Parco ha scelto di costruire un punto di osservazione per appassionati di astronomia, astrofili e curiosi. L’osservatorio a vista è dedicato a G. Levy e agli astronomi Carolyn e Eugene Shoemaker che, nel Luglio del 1994, riuscirono ad osservare una cometa che in seguito si frammentò, colpendo in diversi punti la superficie di Marte. L’impatto, seguito dagli osservatori astronomici più avanzati di tutto il mondo, è considerato uno degli eventi più spettacolari e importanti nella storia dell’astronomia recente.
La forma dell’Osservatorio nasce da suggestioni legate alla formazione dei crateri e si staglierà regolare e minimale nella radura; la superficie leggermente inclinata verrà utilizzata come seduta di giorno, mentre di notte, sdraiandocisi, si avrà la perfetta inclinazione da cui osservare comodamente il cielo stellato.

L’iniziativa ha l’adesione del Presidente della Repubblica e il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

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