A Torino la mostra “Akhenaton. Faraone del Sole”

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Elemento di intarsio riproducente il viso di Akhenaton o Nefertiti, XVIII dinastia, regno di Akhenaton (1350 – 1333), New York, The Brooklyn MuseumRimarrà aperta al pubblico dal 27 febbraio al 14 giugno 2009 a Torino, nelle sale di Palazzo Bricherasio, la mostra Akhenaton. Faraone del Sole.
L’esposizione, curata da Francesco Tiradritti e realizzata dalla Fondazione Palazzo Bricherasio in collaborazione con il Musée d’Art et de Histoire di Ginevra, ripercorre le vicende storico-culturali dell’Egitto tra i regni di Amenofi III e Ramesse II, con particolare attenzione alla figura di Akhenaton, il Faraone che istituì il culto dell’Aton, il disco solare trasformato in un’entità divina a tutti gli effetti.

La mostra, basandosi sulle più recenti acquisizioni dell’egittologia mondiale, parte dalla teoria ormai consolidata che la riforma religiosa voluta da Akhenaton, focalizzata sul culto dell’Aton, non fu null’altro che un espediente teologico per restituire al monarca il ruolo di unico tramite tra gli uomini e il dio in quanto individuo nella cui essenza si fondono divino e umano.
Ma il culto dell’Aton non sopravvisse al proprio fondatore.

Rilievo con Nefertiti che compie offerte ad Aton, XVIII dinastia, regno di Akhenaton (1350 – 1333), Copenhaguen, Ny Carlsberg GlyptotekLa fine del regno di Akhenaton è scarsamente documentata poiché il suo nome fu maledetto e cancellato da tutti gli elenchi ufficiali dei regnanti. La ricerca archeologica sta però ricostruendo le ultime fasi del suo regno e quelle immediatamente successive. Il ritrovamento della sua capitale con le vestigia dei palazzi, dei templi dedicati all’Aton, delle ricche dimore dei funzionari e delle botteghe degli artisti ha riportato alla luce la splendida arte, i segni della vivacità culturale, la nuova sensibilità intellettuale che permearono il regno di Akhenaton.
Restano ancora molti punti oscuri che continuano ad affascinare gli studiosi: il problema della successione che portò all’ascesa al trono di  Tutankhamon, il ruolo della sua sposa Nefertiti e l’interpretazione del culto dell’Aton come un sorta di monoteismo, proposta per la prima volta da Sigmund Freud.

L’esposizione raccoglie circa 200 reperti, per lo più provenienti dal Museo Egizio di Berlino, che comprendono dalla grande statuaria agli oggetti domestici e personali, che documentano la vita della famiglia reale e dei sudditi, dai più alti funzionari agli operai, che seguirono Akhenaton nella nuova capitale del regno.

I visitatori, lungo il percorso espositivo, potranno ammirare le spettacolari immagini astronomiche del sole dell’Istituto Nazionale di Astrofisica Osservatorio Astronomico di Torino realizzate con apparecchiature sofisticate.

Accompagna la mostra un catalogo pubblicato da Silvana Editoriale.

L’esposizione è organizzata con il sostegno della Compagnia di San Paolo.

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