Gli specchi di Gabriele De Vecchi

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Gli Specchi di Gabriele De Vecchi, Exagon, candeliere, 1962, photo Leo Torri.A Milano, dal 3 febbraio all’8 marzo 2009, Triennale Design Museum presenta la mostra Gli specchi di Gabriele De Vecchi, a cura di Silvana Annicchiarico.
In esposizione una selezione di opere in argento, fra cui vasi, brocche, caffettiere, teiere e candelieri, che il designer chiama “specchi” per le caratteristiche della loro superficie.

Tutta la ricerca di De Vecchi è legata al tema della percezione, del movimento e della relazione con l’osservatore.
L’artista focalizza la propria attenzione sulla “pelle” dei materiali per stimolare la percezione sensoriale. Il suo approccio progettuale è rivolto a sperimentare nuove modalità di relazione tra materiali e pubblico, tra oggetto e osservatore in movimento.

De Vecchi si confronta con un materiale come l’argento, che per sua natura ha delle caratteristiche specchianti intrinseche. Dopo aver plasmato la superficie dell’oggetto, sotto al biancore dell’ossido, si rivela progressivamente lo specchio.

Nei suoi progetti, De Vecchi gioca con l’ambiguità fra forma reale e immagine riflessa, che crea un rapporto dialogico tra artefatto e spettatore.

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