Rose. Purezza e Passione nell’Arte dal 400 ad oggi

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Giovanni Boldini: Beatrice Susanne Henriette van Bylandt, 1901 olio su tela, cm 52,5x55,5 Genova, Raccola FrugoneIl Filatoio Rosso di Caraglio (CN) ospita dal 28 giugno al 25 ottobre 2009 la mostra Rose. Purezza e Passione nell’Arte dal 400 ad oggi.
Protagonista dell’esposizione sarà, dunque, la rosa come oggetto-soggetto della grande arte e delle arti cosiddette applicate, in un excursus che partirà dal tardo Medio Evo per confluire all’oggi.

Sarà possibile ammirare rose dipinte, scolpite, trasformate in gioielli o in vetrate, persino in poltrone, rose protagoniste di pale d’altare, di quadri intimamente devozionali, di allegorie e baccanali, soggetto di pannelli decorativi per privatissimi boudoir, ma anche di piatti, servizi da té, argenterie preziose, stoffe.

Il percorso segue un ordine tematico e cronologico. Si parte dal tema della “Rosa Mistica” ricordando come la rosa del Paradiso Terrestre fosse senza spine, cresciute solo dopo la cacciata di Adamo.

Giacomo Balla: Rose ardenti, 1938 olio su tela cm, 81x99. Collezione TerrazziDalla rosa mistica alla rosa profana. Ed ecco il fiore accompagnare il ritratto di dame, simbolo della vanità e della bellezza, a richiamare Venere e Amore, talvolta fiore singolo tenuto in mano, più spesso profluvio di fiori, tanto da dare alla rosa e non alla dama il vero ruolo di protagonista.
La rosa è sempre stata caricata di significati allegorici ed eccola come Flora o come simbolo della caducità della bellezza. Ambivalente fiore: la rosa è rinascita, sbocciare di nuove forze e memento dell’ineluttabilità della morte, dell’Amor Sacro e dell’Amor Profano, come nell’omonima opera di Tiziano.
Ma l’esplosione della rosa, la “rosamania” collettiva risale all’Ottocento ed è vera, piacevole epidemia: naturale che la pittura, ma anche le arti decorative ne siano influenzate, con esiti spesso altissimi.

Un capitolo della mostra è dedicato all’art nouveau che, come il successivo dèco affonda le radici in un naturalismo che ha nei fiori prototipi amatissimi. Lo si evidenzia nelle arti applicate dove l’attenzione al magnifico fiore non mostra cedimenti continuando anche oggi ad influenzare designers e stilisti.

La mostra, curata da Andreina d’Agliano e Alberto Cottino in collaborazione con Roberta Orsi Landini e Carlo Sisi, è organizzata dall’Associazione Culturale Marcovaldo in collaborazione con la Regione Piemonte, il Comune di Caraglio e la Fondazione Filatoio Rosso.

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