Bergamo | Ferroni. Le immagini del silenzio

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Gianfranco Ferroni, Contemporaneamente, 1968, acquaforte, acquatinta su rame, colore nero, terra di Siena, mm 1246x290

A Bergamo, allo Spazio ParolaImmagine della GAMeC, rimarrà aperta al pubblico dal 13 maggio al 3 luglio 2011 la mostra “Gianfranco Ferroni. Le immagini del silenzio”, a cura di M. Cristina Rodeschini e Marcella Cattaneo.
In esposizione 35 incisioni e 10 fotografie dell’artista livornese, ma bergamasco d’adozione, che entrano a far parte della Collezione Permanente della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo / Accademia Carrara grazie alla donazione di Arialdo Ceribelli, amico e mentore di Ferroni.
In contemporanea, la Galleria Ceribelli di Bergamo dedica una monografica all’artista, costituita da circa 40 autoritratti (fotografie, incisioni e dipinti) e due importanti pubblicazioni: ‘Autoritratti’ e ‘In memoriam’.

Nato a Livorno nel 1927, Gianfranco Ferroni si trasferisce nel 1944 a Milano dove, verso la metà degli anni Cinquanta, entra a far parte del gruppo dei realisti esistenziali (Banchieri, Ceretti, Guerreschi, Romagnoni, Vaglieri).
Fin dagli esordi la sua arte denuncia un’attenzione privilegiata a un’umanità intimamente sofferente, comunque gravata dal peso di un’esistenza che si incide nella memoria. È da queste constatazioni, risolte nei quadri con un gusto, secondo una definizione del 1955 di Mario De Micheli, ‘tra il fiabesco chagalliano e il grottesco espressionista’, che Ferroni chiarisce quel realismo fortemente connotato in senso drammatico, di un’incisività violenta che tanta parte della critica gli riconoscerà negli anni a venire. Dal 1957 si dedica all’acquaforte e all’incisione, che gli frutta nel 1963 il Premio Biella. Fra le numerose presenze in mostre in Italia e all’estero si ricordano: le Biennali di Venezia del 1950, ‘58, ‘64, ‘68, ‘82, le Quadriennali di Roma del ‘59, del ‘72 e del ’99, dove gli è stato assegnato il premio per la pittura.
L’artista muore a Bergamo nel 2001.

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