Chieti | L’Abruzzo nell’Italia di ieri, antologica di Pepi Merisio

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Pepi Merisio, Il ponte di barche sul Po a Spessa (Pavia) 1972

Le sale di Palazzo de’ Mayo di Chieti, recentemente restaurato e sede del nuovo Museo della Fondazione Carichieti, dal 13 luglio al 2 ottobre 2011 ospitano “L’Abruzzo nell’Italia di ieri”, un’antologica dedicata al lavoro del fotografo Pepi Merisio.
L’esposizione, curata da Giovanni Gazzaneo, presenta in 100 immagini un itinerario nello spazio, nel tempo e nella memoria del nostro Paese dagli anni ’50 a oggi, con uno speciale omaggio alla terra e alle genti d’Abruzzo.

Gli intensi scatti di Pepi Merisio gettano uno sguardo su una nazione che da civiltà contadina e artigiana, strettamente legata alla dimensione rurale, in seguito al boom economico si dirige verso la modernità, trasformandosi in modo profondo. Le immagini in bianco e nero e a colori raccontano, senza nostalgici rimpianti né idealismi, storie (personali e collettive) e tradizioni, paesaggi e atmosfere. Scatti che spesso mettono al centro il popolo degli umili, vero protagonista, il più delle volte passato sotto silenzio, della storia italiana. Le fotografie di Merisio hanno la capacità di riportare davanti agli occhi e al cuore, con straordinaria vividezza, chi eravamo e di farci comprendere meglio chi siamo e cosa siamo diventati. Il lavoro, la festa, la fede, i volti, le età, i contesti.
Il percorso espositivo costruisce un sistema di racconti intrecciati tra loro, in cui paesaggio e uomo sono parti inscindibili di un’unica grande storia.

In questo viaggio italiano cinquanta immagini sono dedicate all’Abruzzo, terra amatissima dal fotografo lombardo. Merisio fotografa con un bruciante bianco e nero o con sofisticato uso del colore i paesaggi abruzzesi – dai grandi profili del Gran Sasso e della Maiella, agli altipiani, i calanchi, la piana del Fucino, i borghi inerpicati sui monti, i trabocchi sulla costa -, le città colme di bellezza e di vita (con un omaggio nell’omaggio a L’Aquila); momenti popolari e densi di emozioni come le feste religiose di Bucchianico, Loreto Aprutino, Pescocostanzo; il lavoro, spesso duro e sempre affrontato con grande dignità, di contadini, pastori, artigiani; e poi le donne nerovestite, simbolo di un tempo arcaico e ormai perduto.

La mostra, accompagnata da un catalogo di Silvana Editoriale, è ideata da Crocevia – Fondazione Alfredo e Teresita Paglione ed è promossa dalla Fondazione Carichieti.

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