Viareggio | Genio dei Macchiaioli. Mario Borgiotti: occhio conoscitore, anima di collezionista

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Raffaello Sernesi: Pagliai a Castiglioncello, olio su tavola, cm 20 × 51 1865 circaA Viareggio, al Centro Matteucci per l’Arte Moderna, dall’ 1 luglio al 13 novembre 2011 resterà aperta al pubblico la mostra “Genio dei Macchiaioli. Mario Borgiotti: occhio conoscitore, anima di collezionista”, a cura di Elisabetta Palminteri Matteucci.
Giuliano Matteucci, fondatore del Centro, ha avuto come obiettivo per quest’anno quello di ritessere le fila del gusto collezionistico di uno dei più grandi “marchand – amateur” italiani, Mario Borgiotti. Nato a Livorno nel 1906, ma fiorentino d’adozione, è stato, per oltre quarant’anni, il vero punto di riferimento per la conoscenza e la valorizzazione della pittura toscana di area macchiaiola. La sua azione si è sviluppata soprattutto nell’ambito delle personalità che hanno aggiornato il linguaggio di questa scuola. L’opera di Lega, Fattori, Signorini, Abbati, Borrani, Cabianca, D’Ancona e di altri protagonisti del gruppo appare oggi più definita nella sua totalità grazie al recupero di dipinti inediti o erroneamente attribuiti.

Del suo finissimo gusto e del suo temutissimo “occhio”, sono testimonianza le opere raccolte in questa magnifica esposizione: circa una sessantina di dipinti, selezionatissimi. Sono capolavori della pittura macchiaiola reperiti da Borgiotti nell’arco di una vita e oggi confluiti nelle più famose raccolte italiane.
Il progetto espositivo privilegia la qualità e il significato di quadri esemplari, poco noti o non più visti da tempo, e mira a ricostruire le fasi salienti di un’avventura critica scandita da pubblicazioni esemplari: I Macchiaioli, 1946, Capolavori macchiaioli, 1949, Poesia dei Macchiaioli, 1958, I Grandi pittori dell’Ottocento italiano, 1961, The “Macchiaioli”, 1963, Genio dei Macchiaioli, 1964, La lezione pittorica di Fattori, 1968. Un vasto compendio bibliografico, insomma, arricchito da un prezioso apparato iconografico costituito da dipinti dei quali si era persa ogni traccia. Ed è proprio di questo compendio di indubbio valore storico-documentario, destinato, nel tempo, ad assumere sempre maggior rilievo per gli studi sulla pittura italiana del secondo Ottocento, che intende dar conto la mostra promossa dal Centro Matteucci. Nel percorso idealmente scandito dalle pubblicazioni di Borgiotti spicca l’accurata selezione di dipinti. Il visitatore ha così la sensazione di entrare nel libro, ammirando opere come La scolarina, Maremma, Episodio della campagna contro il brigantaggio e La libecciata a Castiglioncello di Fattori; L’uscita dalla messa di Puccinelli; Tra i fiori del giardino, Le rose della primavera e L’adolescente di Lega; Il Ponte Vecchio a Firenze, Uliveta a Settignano e Bimbi a Settignano di Signorini; Lido con buoi al pascolo, Mura di San Gimignano di Abbati; Case al sole, Pagliai a Castiglioncello e Scogli a Castiglioncello di Sernesi; Paesaggio pistoiese, La pittrice, Mattino sul Mugnone di Borrani; In ritorno dalla messa di Banti; Nel chiostro, Acquaiola nel castello di San Giorgio a La Spezia, di Cabianca; Riva della Senna, Portico di villa toscana e Grano maturo di De Tivoli, Il solletico di Cecioni e Via del Maglio di D’Ancona.

La mostra è promossa dal Centro Matteucci per l’Arte Moderna in collaborazione con la Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti, con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali, della Regione Toscana, della Provincia di Lucca e del Comune di Viareggio.

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