Recensione | Venere nera – Film di Abdellatif Kechiche

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Locandina del film Venere nera

Che Abdellatif Kechiche sia un regista di grande talento non ci sono dubbi: pellicole come La schivata e Cous cous sono lì a dimostrarlo. Ma Venere nera è un’opera decisamente sbagliata, che soffre di un eccesso di ambizione; un film privo di equilibrio, in cui l’accumulo delle scene non obbedisce ad alcuna generale armonia compositiva, e dove l’intenzione didascalica (che qua e là faceva capolino nei film citati più sopra) soffoca il racconto e gli toglie ogni respiro.

La strada dell’affresco storico non appare congeniale al cineasta (la descrizione dei salotti libertini del primo Ottocento suona falsa lontano un miglio) e il ricorso al montaggio a blocchi costruito, come di consueto, intorno a un numero limitato di sequenze lunghissime, interminabili, sfiancanti, crea assai presto un effetto di saturazione e di fastidio (il celebre “metodo Pialat”, laddove non sia padroneggiato a dovere, comporta inevitabilmente dei rischi…).

Non basta: il film ci parla degli effetti perversi, manipolatori dello sguardo, ma conserva, esso stesso, un certo margine di ambiguità. La raffigurazione della morbosità della plebaglia che si accalca nei baracconi londinesi per osservare la vergine ottentotta, la curiosità altrettanto laida degli aristocratici parigini, l’interesse medesimo dei medici e degli scienziati dell’epoca che sulla conformazione anatomica di Saartjie Baartman imbastivano inquietanti teoremi razziali, tutto questo, così come viene illustrato nel film, lascia ipotizzare un atteggiamento mentale non molto dissimile da parte del regista verso gli spettatori e gli attori della pellicola. Qualcuno potrebbe anche osservare malignamente che l’esordiente Yahima Torrès, nel film, sia denudata ed esibita agli sguardi del pubblico proprio come la povera Saartjie: in entrambi i casi, è il carattere di monotona oscenità dello spettacolo a prevalere.

Accennando a una pellicola che Kechiche avrebbe fatto bene a studiare in maniera approfondita, The elephant man di Lynch, il regista franco-tunisino ha parlato di “condiscendenza all’elite aristocratico-scientifica”, dimostrando in tal modo di essere ancora impantanato in certi schemi ideologici ormai logori.

E’ proprio vero: le vie del pregiudizio – culturale, sessista, classista, razziale – sono infinite.

Nicola Rossello

Scheda film

Titolo: Venere nera
Regia: Abdellatif Kechiche
Cast: Yahima Torrès, Andre Jacobs, Olivier Gourmet, Elina Löwensohn, François Marthouret, Michel Gionti, Jean-Christophe Bouvet, Jonathan Pienaar, Olivier Loustau, Diana Stewart
Durata: 166 minuti
Genere: Drammatico
Distribuzione: Lucky Red
Data di uscita in Italia: 17 giugno 2011

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