Germania | Marco Gerbi a Stoccarda con “Mappe d’Italia”

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Opera di Marco GerbiÈ aperta al pubblico dal 12 settembre all’ 11 novembre 2011 presso l’Istituto Italiano di Cultura di Stoccarda (Germania) la mostra personale di Marco GerbiMappe d‘Italia“. I Lavori esposti sono stati realizzati recentemente dall’artista fiorentino utilizzando il linguaggio del collage e della Pop Art.

L’immaginario del Gerbi è anche in queste opere molto variegato ed esibisce evidenti legami con la poesia visiva, quella corrente sperimentale tipicamente italiana che grazie ad artisti quali Lamberto Pignotti ed Eugenio Miccini e a poeti quali Adriano Spatola e Giulia Niccolai, sostituisce “una comunicazione di tipo pragmatico con una di tipo estetico” (Ballerini) recuperando in tal modo un significato degli oggetti oltre a quello denotativo e referenziale.
Le figure qui rappresentate subiscono una risignificazione artistica: da oggetti legati al consumo divengono immagini iconiche con una funzione estetica, obbligando il loro fruitore ad interrogarsi sul significato stesso della loro esistenza.
A volte i quadri sono vere e proprie opere aperte, a volte operette dall’aria ironica. Quando vengono liberate dal loro significato prestabilito, allo spettatore tocca scoprirne le diverse possibilità di vita, il messaggio nascosto, il nuovo contenuto.

Gerbi in una lettera a Carlo Palli, della Carlo Palli Collection, così parla delle sue creazioni:

«Una parte del lavoro che io considero particolarmente importante, quella che viene prima di iniziare, è la ricerca di materiale da inserire in quel microcosmo finale che è l’opera. Cerco loghi, parole, immagini, colori che possano dialogare tra di loro.  Considero questo come un mosaico, prima mi procuro le tessere e poi compongo stando attento anche all’effetto cromatico che ottengo. L’idea delle Mappe d’Italia parte nel 2007, quando nella penisola esplode in maniera drammatica l’emergenza rifiuti. In tutto il mondo cominciano a girare immagini di Napoli invasa dalla spazzatura, visioni apocalittiche arrivano anche sui telegiornali slovacchi, che seguo quotidianamente. Da Roma mi viene domandato di partecipare ad una collettiva, che si chiamava “Ti riciclo in arte”, dove ad ogni artista si chiedeva di realizzare un opera con materiali poveri. Io già lavoravo utilizzando vecchie riviste, ho allargato la scelta anche a quotidiani, bollettini gratuiti di supermercati e giornaletti di quartiere con inserzioni varie. Il risultato è un opera che si chiama “Dolce vita” che è andata esposta per la prima volta nel 2008 presso la Fonderia delle arti a Roma. Quel quadro è stato più volte esposto in Europa. Nel catalogo della mostra “Ti riciclo in arte” il curatore Francesco Giulio Farachi scrisse della predetta opera:
Un’Italia pop e mondana immagina Marco Gerbi, con il suo collage di immagini e ritagli, con il sovrapporre e disorientare i punti focali di un’attenzione comunque superficiale, dispersa, condizionata. E’ l’Italia dei consumi e dei simboli di Stato, che inizia a fare i conti con il sopravanzo del benessere, con la frammentazione caotica degli stimoli e quindi anche delle consapevolezze, che si ritrova coperta e nascosta dai prodotti banali del suo quotidiano.
Questo per dirti da dove parte la mia “ossessione” per il Bel Paese. Vivendo da 11 anni all’estero e avendo sempre viaggiato, ho una visione dell’Italia arricchita anche da come ci vedono gli altri popoli, quindi nelle mie Mappe ci sono stereotipi, elementi di un Italia idealizzata e molto altro, dove per riprendere il titolo di un noto film, c’è miseria e nobiltà. È un’Italia che amo e che osservo con tenera ironia».

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