Corpo celeste – Film di Alice Rohrwacher – Recensione

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Una scena del film Corpo celeste

È vero: l’indigenza finanziaria non vuol dire sempre e comunque sciatteria formale. Corpo celeste può vantare un ragguardevole lavoro sul sonoro (nessuna musica extradiegentica; il rumore sordo del traffico stradale come sottofondo ossessivo), nonché un uso assai ardito del montaggio, capace di conferire al racconto una ruvida e scostante densità espressiva. (Lo stesso ricorso insistito della macchina a mano conserva qui una sua coerenza).

Ma la pellicola non possiede una sceneggiatura solida e convincente. Alice Rohrwacher, al suo primo lungometraggio, ha scelto di elaborare da sola lo script, peccando forse un poco di presunzione. Di fatto il congegno narrativo appare alquanto esile, e lo sguardo che la giovane autrice getta sul paesaggio umano e ambientale (una comunità periferica e piccolo borghese, perduta nel Mezzogiorno d’Italia; un sentire religioso ridotto a un insieme di pratiche devozionali grottesche, di rituali aridi e “osceni”) appare appesantito da accenti di una polemica anticlericale stantia (le figure legnose del Vescovo e del suo assistente), nonché da una certa qual supponenza che lambisce talora perigliosamente i confini del pregiudizio razziale (la bruttezza indicibile del territorio urbano devastato fa tutt’uno, nel film, con lo squallore degli individui che lo abitano). Sicché dietro la piccola protagonista e la sua incapacità di comprendere una realtà “altra”, straniera, s’indovinano il disagio e lo sconcerto della giovane cineasta, sin troppo propensa a trasferire la propria ripugnanza nel disegno dei personaggi e dei paesaggi.

Peccato. Anche perché la prova degli interpreti è di sicuro spessore. Su tutti, converrà ricordare almeno Salvatore Cantalupo, un attore di vaglia, che ha già recitato con Martone e Garrone; la piccola Yile Vinello e Pasqualina Scuncia: due autentiche rivelazioni.

Nicola Rossello

Scheda film

Titolo: Corpo celeste
Regia: Alice Rohrwacher
Cast: Yle Vianelllo, Salvatore Cantalupo, Anita Caprioli, Paola Lavini
Durata: 100 minuti
Genere: Drammatico
Distribuzione: Cinecittà Luce
Data di uscita: 27 maggio 2011

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