Armenia. Impronte di una civiltà

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Vangelo di Drazark, Ritratto dell'Evengelista Matteo, Manoscritto n. 6290, Erevan, Matenadaran, Secolo XIII

In occasione del V Centenario della stampa a Venezia del primo libro in lingua armena (1512), in un percorso che si snoda dal Museo Correr al Museo Archeologico Nazionale, fino alle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana, dal 16 dicembre 2011 al 10 aprile 2012 nella città lagunare è possibile visitare la mostra “Armenia. Impronte di una civiltà“.

L’esposizione, curata da Gabriella Uluhogian, Boghos Levon Zekiyan e Vartan Karapetian, presenta oltre duecento opere provenienti dai principali musei e biblioteche dell’Armenia e dell’Europa, tra cui alcuni rarissimi manoscritti e miniature che danno conto degli alti traguardi raggiunti dalla civiltà armena nel campo spirituale, artistico, architettonico, economico e del pensiero.

Antiche stele con la croce incisa, miniature dai vivissimi colori, documenti di architettura sacra e preziosi reliquari, custoditi per secoli nella Santa Sede della Chiesa Armena Apostolica a Echmiadzin, si uniranno ai suoni delle terre armene, accompagnando il  visitatore in uno straordinario viaggio dentro la civiltà di questo grande popolo, in un arco temporale che dagli albori del Cristianesimo giunge fino al XIX secolo.

Particolare attenzione viene rivolta ai rapporti degli armeni con le diverse culture. La speciale relazione con la Serenissima è uno dei punti focali della mostra, una relazione secolare illustrata da documenti storici, manoscritti e opere d’arte, che raccontano al pubblico come si è sviluppata la presenza armena nella città lagunare e quali furono i rapporti politici, economici e culturali con Venezia.

Nell’ultima sezione, grazie ai preziosi manoscritti, si apriranno scorci sulla scienza, la teologia, la filosofia, la storiografia e la letteratura.

Una speciale sezione viene dedicata alla pratica armena della stampa la cui data d’inizio risale al 1512: vengono esposti i migliori risultati dell’arte tipografica prodotti nella fitta rete delle colonie armene sparse in tutto il mondo. In questo speciale capitolo della mostra particolare importanza riveste la documentazione della gloriosa tradizione tipografica armeno-veneziana, portata all’apice della sua qualità dalla laboriosa e illuminata dedizione dei Padri Mechitaristi.

La mostra è accompagnata da un catalogo Skira-Milano.

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