Biolinguistica o glottobiologia? Il giudizio della glottotecnica

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Graziadio Isaia Ascoli - Linguista, glottologo (1829 - 1907)

Graziadio Isaia Ascoli - Linguista, glottologo (1829 - 1907)

La necessità di coniare e preferire il termine ‘glottobiologia’ in alternativa al termine ‘biolinguistica’ è stata dovuta al fatto che quest’ultimo si presenta glottotecnicamente poco accettabile e per nulla evocativo della glottide e del ruolo precipuo che questa ha nella produzione della vocalità del sistema ‘lingua’. Né è accettabile che studi di glottogenesi, come quelli avocati a sé dalla glottobiologia e condotti sui fondamenti biologici del linguaggio, possano entrare a far parte della glottogonia, non fosse altro,  per l’attenzione che questa rivolge preferibilmente all’onomatopea. E poi c’è di più: non può che essere condivisibile il pensiero di chi ritiene la voce linguista troppo generica ed evocativa di un organo la cui funzione primaria, come è stato detto, è tutt’altra cosa (Giulio Soravia, Storia del linguaggio, Garzanti, Milano 1976, pag. 41). A tutto questo c’è da aggiungere che la parola composta biolinguistica non risponde ai canoni della formazione delle parole composte.

Ricordiamo comunque che c’è chi indica molto semplicemente gli studi di cui si fa oggetto in questo scritto come studi di linguistica biologica (Vedi Geoffrey Sampson, Scuole di linguistica, Mondadori, Milano 1983, pag. 211).

Ma tralasciamo la circonlocuzione usata da Sampson, proprio perché trattasi di circonlocuzione dal valore esclusivamente esplicativo, e, avviandoci ad una trattazione glottotecnica, premettiamo che lo studio dell’etimologia di una parola, semplice o composta, serve a rendere conto di tutto quanto riguarda questa parola, sia a livello sincronico che diacronico, cioè sia analizzando la forma con cui essa si presenta nel sistema (e quindi nel repertorio lessicale di questo) al momento dell’analisi stessa, sia indagando sulla sua nascita e sulla sua vitalità nel tempo.

I due termini biolinguistica e glottobiologia, rapportati all’esistenza del sistema linguistico in cui sono presenti, sono creazione recente, come abbiamo detto, ma i loro elementi compositivi (bio-lingua-ista-ico/a per il primo e glotto-bio-logia per il secondo) hanno vitalità plurimillenaria. Infatti nella formazione del termine biolinguistica entrano in composizione le voci bio- e linguistica.

Ora sappiamo che:
1) Bio-  si trova in composti dotti, derivati dal greco o formati modernamente, e significa «vita», «essere vivente» e simili. Il greco βίoς = «che vive»;

2) lingua in senso fisiologico indica l’organo muscolare che è sistemato nella cavità orale e quindi sopraglottidale. Nell’uomo, oltre alla funzione tattile, gustativa, masticatoria e deglutativa (in comune con gli altri vertebrati superiori), ha anche quella di articolare il linguaggio. Si utilizza per indicare il sistema di suoni articolati, distintivi e significanti (fonemi), i suoi elementi lessicali, cioè le parole e le locuzioni (lessemi e sintagmi), e le forme grammaticali (morfemi). Proprio come tale un sistema lingua è accettato e usato da una comunità etnica, politica e culturale, come mezzo di comunicazione, per l’espressione e lo scambio di pensieri e sentimenti. I caratteri di una lingua sono tali da costituire un organismo storicamente determinato con leggi fonetiche, morfologiche e sintattiche.

3) – istica [deriv. di -ista + il suffisso -ica] è la forma sostantivata femminile del suffisso aggettivale  -istico. Il suffisso -ista [lat. -ista; grec. -ιστής] si usa per indicare nomi di persone che svolgono particolari attività o seguono particolari ideologie, in genere collegati con nomi in -ismo e con i verbi in -izzare; il suffisso -ica [femm. di -ico, dal lat. -ĭcus; grec. -ικός] è usato per derivare aggettivi da sostantivi.

Ora, considerato il significato di bio- e considerato che linguista è chiamato lo studioso che si interessa specialmente di linguistica sincronica, cioè della lingua intesa come sistema formale degli esseri umani funzionale alla loro espressione comunicativa tenendo conto di come essa (la lingua) è al momento in cui essa viene descritta, una lingua aggettivata concettualmente da un «hic et nunc», la voce biolinguistica ci spinge ad ulteriori considerazioni.

Infatti si tratta di una parola composta di origine dotta i cui elementi costitutivi sono da considerare disposti secondo l’ordine latino [es. Martedì=il giorno di Marte], per cui il suo significato è  ‘linguistica della vita’ o ‘linguistica degli esseri viventi’ o più precisamente ‘disciplina praticata dagli studiosi della lingua degli esseri viventi’. Se si volesse invocare l’ordine romanzo nella coniazione della voce biolinguistica, questo ci porterebbe al significato di ‘vita della linguistica’ o ‘biologia della linguistica’, espressioni che ci condurrebbero ad altri discorsi che qui volutamente vengono trascurati.

Ma a noi non può sfuggire che dei viventi sono anche gli animali, le piante e per estensione tutta la natura e in un certo senso anche le cose e che per essi si usa il termine ‘linguaggio’, voce  che potrebbe generare biolinguaggista e biolinguaggistica.  E poi, lingua, per il  suo significato ben definito come detto sopra, non può stare per linguaggio la cui metaforicità è estesa. Lo ripetiamo, la linguistica studia solo il ‘linguaggio vocale umano’, cioè la ‘lingua’, quella alla quale è applicabile la distinzione saussuriana fra langue e parole.

Lo stesso Martinet, per evitare confusioni, nel suo Elementi di linguistica generale (Laterza, Bari 1977) scrive: “La linguistica è lo studio scientifico del linguaggio umano” (pag. 13), dove con la precisazione ‘linguaggio umano’ egli lascia intendere ‘lingua’, escludendo tutti gli usi metaforici della parola «linguaggio» (pag. 14). Infatti tra i significati della parola ‘linguaggio’ è compreso quello di ‘lingua’ ma nel significato di lingua non sono compresi quelli di linguaggio.

L’esistenza di voci come ‘biolinguaggistica’ e  ‘biolinguaggista’ derivabili dalle due ipotetiche voci linguaggistica e linguaggista  sarebbe più legittima e più plausibile. In esse non vi è presenza di quella ridondanza contenuta in ‘biolinguista’ e ‘biolinguistica’, infatti se con lingua si indica un sistema di segni appartenente a esseri viventi umani, che bisogno c’è di premettere bio-? Già ‘linguistica’ potrebbe valere anche ‘linguistica biologica’.

Ora analizziamo ‘glottobiologia’, anch’essa parola dotta, e vediamo che nella formazione di questo termine entrano, come abbiamo detto, in composizione le voci glott-bio logia, dove,
1)    glott-  significa lingua;
2)    -bio-      significa vita;
3)    -logia     significa discorso
l’intera parola composta con l’ordine latino dei suoi elementi costitutivi significa ‘discorso sulla vita della «glotta»’, oppure ‘discorso sulla vita del «sistema lingua»’.  Il significato di «sistema lingua» naturalmente è quello che emerge da questo scritto.

Concludendo diciamo che
a)    se teniamo in considerazione la lunga e valida tradizione degli studi condotti dalla glottologia;
b)    se riteniamo fondamentale il fatto che la  lingua è un fenomeno psicofonetico e che il punto di partenza (o di articolazione) dei suoni appartenenti al linguaggio vocale è la glottide, mentre la lingua (come organo) è solo uno dei vari accessori di quella cassa di risonanza a forma variabile che è l’apparato di fonazione;
c)    Se riteniamo importante i contributi della biologia, della fisica, della chimica, delle neuroscienze e della neurolinguistica allo studio della lingua;
d)    se pensiamo all’aderenza che il termine glottobiologia ha con sociobiologia;
e)    se riteniamo, come è vero, esservi una maggiore correttezza glottotecnica nel termine glottobiologia, cosa che non si riscontra nel termine biolinguistica;
f)    se pensiamo al nutrito numero di voci composte con glott- o con -glott- lemmatizzati e abbastanza frequentati in campo scientifico

non ci resta che scartare il termine  ‘biolinguistica’ e propendere per l’utilizzo del termine ‘glottobiologia’ per indicare lo studio dei fondamenti biologici del linguaggio articolato umano.

Rinaldo Longo

Leggi anche la prima parte del saggio del Prof. Rinaldo Longo:
Biolinguistica o glottobiologia? – Introduzione

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Biolinguistics or glottobiology? The opinion of the glottotechnique

The necessity to coin and to prefer the term ‘glottobiologia‘ (glottobiology), in alternative at the term biolinguistics, has been due to the fact that this last is not  acceptable from the ‘glottotecnica’ (glottotechnique) and it is not at all evocative of the glottis and of its principal role in the production of the vocality of the system called ‘language’. Besides it is unacceptable that some studies of ‘glottogenesi’ (glottogenesis), as those that the ‘glottobiologia’ takes upon oneself and that are executed on the biological bases of the language, can be part of the ‘glottogonia’ (glottogony), it was not other for the attention that this science addresses preferably to the onomatopoeia. And then there is of more:  it is acceptable the thought of whom believes the term linguist too generic  and evocative of an organ whose primary function, as we have said, is everything other thing (Giulio Soravia, Storia del linguaggio, Garzanti, Milano 1976, p. 41). To everything this there is to add that the term  biolinguistica (biolinguistics), that is a compound noun, doesn’t respond to the canons of the compound nouns formation.

We remember however that there is who very simply points out the studies, of which we make object in this writing, as some biological linguistics studies (See: Geoffrey Sampson, Scuole di linguistica  [Schools of linguistics], Mondadori, Milano 1983, pag. 211).

But we neglect the circumlocution used by Sampson, exactly because it is a circumlocution with the explanatory value, and, starting us to a glottotecnical treatment, we premise that the study of the etymology of a words, compound or simple , serves to realize everything how much concerns this word  on the synchronic level and on the diachronic level, analyzing the form with which it exists and lives in the system (and therefore in the lexical repertoire of this) during the same analysis, and investigating on its birth and on its vitality, into the time.

Biolinguistics and glottobiology, compared to the existence of the linguistic system in which they are present, are a recent creation, as we have said, but the elements that compose them, (biolinguistics for the first and glottobiology for the second), have a multimillenary vitality.

In fact in the formation of the term biolinguistics we have in composition the term bio– and the term linguistics.

Now we observe that

1) Bio- is in some compound nouns, derived from the Greek or modernly formed, and it means «life», «living being»  and similar. The Greek βίoς = « mode of life »;

2) lingu- in physiological sense points out the muscular movable organ (Engl. tongue), that is systematized in the oral hollow and therefore above the glottal region. In the man, besides the tactile, gustatory, masticatory function and of the swollowing (in common with the other superior vertebrates), it also has the function to articulate the language. Italian uses the term ‘lingua’ for pointing out the system of articulated distinctive and significant sounds (phonemes), its lexical elements, that are the words and the locutions (lexemes and syntagms), and the grammatical forms (morphemes). Just as such a system, vocal language is approved and used by an ethnic political and cultural community, as mean of communication, for the expression and for the exchange of the thoughts and feelings. The characters of a language are such as to constitute an organism historically determined with phonetic morphological and syntactic laws.

3) – istics [deriv. of –ist + the suffix – ics] is the female substantival form of the adjectival suffix – istic. The suffix –ist, from Fr. -iste [Lat. -ista;  Grec. -ιστής] is used for pointing out some names of people that develop some particular activities or that follow some particular ideologies, generally connected with the Italian nouns in – issimo and with the Italian verbs in – izzare;  the suffix – ics [ from Lat. – cus; Grec. -ικός] is used for deriving some adjectives from nouns.

Now considered the meaning of bio– and considered that the expert in linguistics is called linguist, the researcher that studies the synchronic linguistics especially (that is the language understood as the formal system of the human beings, functional to their communicative expression, keeping in mind of as it (the language) is to the moment in which it is described, a language, to which «hic et nunc» are peculiar conceptually), the term biolinguistics pushes us to further considerations.

In fact biolinguistics is a compound word of learned origin whose constitutive elements are prepared according to the Latin order [for example: It. Martedì (Engl. Tuesday)=Mars’ day], therefore its meaning is ‘linguistics of the life’ or ‘linguistics of the living beings’ or more precisely ‘discipline practised by the researchers of the language of the living beings.’ If it is invoked the Romance order, in the mintage of biolinguistics, this it would bring us to the meaning of ‘life of the linguistics’ or ‘biology of the linguistics’, expressions that would conduct us to other discourses that here we have neglected on purpose.

But to us it cannot escape that living beings are also animals, plants and for extension the whole nature and in a certain sense also the things, and that for them we use the term ‘language‘, voice that could produce ‘biolanguagist’ and ‘biolanguagistics’.  And then, lingu– (lingua), for its precise definition, that it  is said above, cannot be used for language whose metaphoricity is wide. We repeat that the science, that we call  linguistics, studies only the ‘human vocal language’, that is the ‘language’ to which it is applicable the saussurian distinction between ‘langue’ and ‘parole’.

The same Martinet, for avoiding confusions, in his Elements of general linguistics (Laterza, Bari 1977), writes:  “Linguistics is the scientific study of the human language” (p. 13), where with the precise statement ‘human language’ he allows to intend ‘language’ as ‘lingua’, excluding all the metaphoric uses of the word «language» (p. 14). In fact among the meanings of the word ‘language’ there is that of ‘lingua’ as system, but in the meaning of ‘lingua’ there are not all  those of language.

The existence of terms as ‘biolanguagistics’ and ‘biolanguagist’, derivable from two hypothetical terms as languagistics and languagist, would be more legitimate and more reasonable. There is not any presence of that redundance contained in ‘biolinguist’ and ‘biolinguistics’, in fact if with ‘lingu(a)’ we call a system of signs belonging to human living beings, why  to premise bio- to this word ? Linguistics is worth ‘biological linguistics’.

Now, if we analyze glottobiology, that is, also it, a learned word, we see that, in the formation of this term, the parts, that compose it, are glottobiology, and they have the following meanings:
1) Glotto- = language as lingu(a);
2) – bio- = life;
3) – logy = science
the whole word, compounded in conformity with the Latin order of the constitutive elements, means ‘science that studies the life of the glotta‘, or ‘speech on the life of the language as lingua system‘.  The meaning of ‘language as lingua system’ or of ‘glotta’ naturally  is what emerges from this work.

Concluding,

1 – if we consider the valid long tradition of the studies of glottology;

2 – if we consider as fundamental fact that the language is a phenomenon of psicophonetics  and that the glottis is the point of departure (or of articulation) of the vocal signs, that belong to the  human vocal language, while the tongue is one of the various accessories of that variable resonance box, of the phonic apparatus of the human body;

3 – If we consider important the contributions of biology, of physics, of chemistry of the neurosciences and of the neurolinguistics in the study of the language;

4 – if we think about the adherence that the term glottobiology has with sociobiology;

5 – if we consider that there is in the term glottobiology , as it is true, a great glottotechnical correctness, thing that there isn’t in the term biolinguistics;

6 – if we think about the numerous group of compound words with glott – or with – glott -, lemmatized and frequented in scientific field enough;

the correctness of linguist and of glottologist invites us to discard the term ‘biolinguistics’ and to choose the use of  ‘glottobiology’ for pointing out the study of the biological bases of the human articulated language (as human vocal system, i.e. ‘lingua’).

Rinaldo Longo

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