Iris di Mascagni in scena al Teatro Filarmonico di Verona

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Iris, Foto di F. Parenzan

A distanza di oltre un secolo ritorna al Teatro Filarmonico di Verona l’opera Iris di Pietro Mascagni. La Prima è in programma venerdì 16 marzo 2012 alle ore 20.30; seguono quattro repliche: domenica 18, martedì 20, giovedì 22 e domenica 25 marzo 2012.
Sul podio dell’Orchestra areniana Gianluca Martinenghi, Direttore del Coro Armando Tasso.

La regia di Federico Tiezzi e le scene Pier Paolo Bisleri trasportano in un Giappone onirico da fumetto manga: una rilettura contemporanea che va all’essenza dell’opera di Mascagni. Nel 1896 il compositore si fa, infatti, sedurre dalla proposta di un’opera ‘giapponese’ da Luigi Illica, autore del libretto di Iris. Sul finire dell’Ottocento l’Estremo Oriente sostituisce le turcherie care al Settecento e all’età rossiniana, entrando con suppellettili orientali nei salotti borghesi ed ispirando i pittori dell’Art Nouveau e della Secessione viennese. Mascagni accoglie, quindi, il progetto in sintonia con l’entusiasmo del suo tempo; tuttavia del Paese del Sol levante rimane ben poco nella partitura. Il Giappone raffigurato in Iris è una terra di fantasia, di sogno, ben diversa da quella autentica della Butterfly pucciniana. La vicenda, inoltre, presenta personaggi appena delineati, più simili a bambole o marionette, che Tiezzi ricollega ai personaggi dei fumetti giapponesi.
Il regista per la sua messa in scena lavora sull’astrazione e sull’intimità della rappresentazione: a metà tra realtà e sogno la sua Iris vive in uno stato di allucinazione in cui la vita reale non ha posto. E tutto ciò si riflette nel minimalismo simbolista della scenografia di Bisleri, al suo debutto al Filarmonico.

Nel cast troviamo: Manrico Signorini (Il Cieco), Rachele Stanisci (Iris), Francesco Anile (Osaka – 16, 20, 25/3), Sung-Kyu Park (Osaka, 18, 22/3), Bruno de Simone (Kyoto), Francesca Micarelli (una Geisha), Iorio Zennaro (Il Cenciaiuolo), Salvatore Schiano di Cola (un merciaiuolo), Nicolò Rigano (un cenciaiuolo, 16, 18, 20/3), Alessandro Andreoli (un cenciaiuolo, 22, 25/3), Alex Magri (un cenciaiuolo).
I costumi sono di Giovanna Buzzi, la coreografia di Virgilio Sieni ripresa da Chelo Zoppi e lighting design di Gianni Pollini.

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