Merano | Dennis Oppenheim. Electric City

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Dennis Oppenheim, Ventura, California Photo Focus on the Masters, 2006, In front of Bus Home 2002 © Dennis Oppenheim Studio e Galleria Fumagalli

Merano Arte – Edificio Cassa di Risparmio (Merano – BZ) dal 19 maggio al 9 settembre 2012  rende omaggio a Dennis Oppenheim, uno dei padri del Concettuale nordamericano, a un anno dalla sua scomparsa.

L’esposizione, curata da Valerio Dehò, in collaborazione con Amy Plumb Oppenheim, curatrice del Dennis Oppenheim Studio di New York, e la Galleria Fumagalli di  Bergamo, presenta 12 sculture-installazioni realizzate da Oppenheim tra la metà degli anni Ottanta e la fine del decennio successivo.
Fu quello un momento in cui la sua libertà espressiva conobbe una particolare fecondità e nel quale sperimentò una pluralità di ricerche legate a una rifondazione della scultura.

Le opere esposte a Merano propongono una visione dell’arte contemporanea problematica ma sempre affascinante. L’interesse per i simboli e le macchine ha condotto Oppenheim a realizzare installazioni sorprendenti. L’artista, che ha spaziato dalla Land art al video, dalla Body art al Concettuale, ha cercato e trovato un codice personale, coerente con l’idea di arte intesa come ricerca senza fine.

Il percorso espositivo, che si arricchisce di una completa rassegna video, rende la giusta riconoscenza a un genio dell’ironia e della creatività nomade e senza confini ed evidenzia la sua capacità di affrontare il nomadismo linguistico come caratteristica di una ricerca fondata sull’attenta osservazione della realtà.

Il titolo della mostra, Electric City, riecheggia il nome della città, vicino a Washington, dove Oppenheim è nato nel 1938, che sembra aver prefigurato la sua futura attività non solo legata ai media, ma anche all’elettricità dei suoi lavori, contenitori ed evocatori di forza, energia, movimento.
Proprio il flusso vitale delle sue opere è il punto più alto dell’eredità che ha lasciato.

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