F4, un’idea di fotografia

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Edward Burtynsky, Residui di nichel n. 30, Sudbury, Ontario, 1996 © Edward Burtynsky, courtesy Flowers, London & Nicholas Metivier, Toronto

La Fondazione Francesco Fabbri promuove la seconda edizione di F4_ un’idea di fotografia, festival dedicato alla fotografia moderna e contemporanea nelle sedi di Villa Brandolini a Solighetto di Pieve di Soligo e nell’Antico Lanificio Andretta a Follina, nel cuore delle colline trevigiane.
Dal 10 giugno al 16 settembre 2012 sarà possibile ammirare sei mostre che spazieranno dalla fotografia di fine Ottocento fino alle ricerche legate alla contemporaneità. Sono, inoltre, previsti vari eventi collaterali con incontri, presentazioni di libri e workshop fotografici.

Tema dominante di questa edizione i paesaggi identitari e culturali, declinato secondo l’opera di maestri della modernità, protagonisti dell’arte contemporanea e autori emergenti.

Il primo evento espositivo del festival è “Assenza di soggetto“, mostra che mette in relazione il grande fotografo moderno August Sander con il contemporaneo Michael Somoroff.
In mostra la celebre serie Ritratti del Ventesimo secolo con cui Sander ha saputo figurare i tratti caratteristici di un’epoca attraverso le sembianze degli abitanti della repubblica di Weimar.
Michael Somoroff ha voluto interpretare a livello fotografico e video l’opera di Sander.

La seconda rassegna “L’uomo e la terra. Luci e ombre” è dedicata al fotografo contemporaneo Edward Burtynsky e curata da  Enrica Viganò con Carlo Sala. L’autore canadese, fin dall’inizio della sua carriera trentennale si è sempre confrontato con la natura in trasformazione e in particolare con l’effetto del progresso sul paesaggio.
Le circa trenta opere di grandi dimensioni esposte nella mostra, presentano luoghi dal valore emblematico come le miniere di nichel, lo sbancamento delle cave, i cimiteri di relitti navali o le imponenti costruzioni delle nuove città asiatiche. Luoghi lontani tra loro come gli Stati Uniti, la Cina, il Canada o il Bangladesh divengono teatro delle medesime problematiche universali.

Ultimo membro di una storica famiglia di artisti, Emma Ciardi si inserisce nell’alveo della trazione veneta del vedutismo portata avanti anche dal padre Guglielmo, esponente della “scuola veneziana dal vero”.  Nella mostra “Emma Ciardi. L’opera fotografica tra Venezia e Refrontolo“, curata da Carlo Sala, per la prima volta viene svelata la sua attività di fotografa grazie alle immagini proveniente dal Fondo Pasinetti del CISVe di Venezia.
Il percorso, composto da trenta lavori, si esplica attraverso tre tematiche portanti. Innanzi tutto le visioni della città di Venezia, in cui appaiono colti canali, navi e bacini indugiando sul fascino dei riflessi nell’acqua del mare. Molto affascinanti gli scatti dei giardini popolati da statue antiche che rimandano a un gusto per la classicità. Infine gli scatti realizzati a Refrontolo, paese della campagna trevigiana dove ha trascorso gli ultimi anni della sua vita.

L’intervento di Cristina Treppo, intitolato “Lo stato incerto delle cose“, chiude le esposizioni a Villa Brandolini. L’artista lavorerà con delle opere ibride, realizzando delle installazioni site specific che contemplino in esse l’immagine fotografica. Le sembianze di oggetti quotidiani perdono nel suo lavoro la loro valenza funzionale, divenendo simulacri evidenti per la costruzione in senso evocativo di una memoria collettiva.

Il percorso espositivo della seconda edizione di F4 prosegue nei suggestivi spazi espositivi del Lanificio Andretta a Follina, attraverso l’opera di due autori contemporanei italiani della scena emergente: Michele Cera e Massimo Sordi. Il primo, con la serie di scatti “Dust” documenta il peculiare volto dell’Albania odierna.
Massimo Sordi, autore profondamente legato all’India, rivela con le sue fotografie la complessità di questa nazione.

Il progetto, F4_ un’idea di fotografia, è curato da Carlo Sala.

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