La guerra è dichiarata – Film di Valérie Donzelli – Recensione

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Una scena del film La guerra è dichiarata

Imbastito a partire da una precisa traccia autobiografica – il tumore al cervello che viene diagnosticato al figlioletto di Valérie Donzelli e Jérémie Alkaim (i quali, tuffandosi in un gioco sottile e arrischiato tra verità e finzione, hanno scelto di ripercorrere qui, come attori, registi e sceneggiatori, quell’episodio atroce della loro esistenza) -, il soggetto di La guerra è dichiarata non deve trarre in inganno.

Benché esibisca momenti di commozione intensa, il film non vuole essere la cronaca cupa e penosa di una malattia, il crudo resoconto di un calvario doloroso, quello vissuto dal piccolo Adam e dai suoi genitori. Valérie Donzelli, qui al suo secondo lungometraggio come regista, non appare affatto interessata alla registrazione della sofferenza. Lei ha inteso piuttosto fornire un ritratto di una giovane coppia forte, felice e vittoriosa, e descrivere, attraverso di essa, una storia d’amore e di coraggio: una storia romantica in cui la coppia amorosa ed eroica (lui si chiama Roméo, lei Julitte, e i loro nomi sembrano già predestinarli a un destino tragico) saprà trionfare infine sullo scandalo del dolore e della morte.

La guerra è dichiarata è un racconto partecipe e vibrante, in cui l’angoscia per la sorte del bambino non scalfisce, nei protagonisti, la gioia di vivere; una pellicola festosa che, da un lato, celebra la lotta senza quartiere di chi ha scelto di non lasciarsi sopraffare dalla disperazione, dall’altro, glorifica l’amore fiero, impetuoso, caparbio, capace di opporre all’opacità del reale la forza irresistibile del desiderio, il valore dell’allegrezza come atto di sfida e di resistenza attiva.

Di qui le scelte di messa in scena: il taglio prevalentemente brioso dato al racconto; l’inserimento di gag incongrue e tuttavia esilaranti (il telefono di plastica armeggiato per errore dalla pediatra come se fosse un telefono vero), squarci di un umorismo sconcertante che mirano a distanziare il pathos della sofferenza, la dimensione del tragico. E poi il tono generale della pellicola: la sua freschezza, la sua aerea leggerezza, la libertà ardita e, al tempo stesso, la limpida nettezza del linguaggio, assai più vicine alle tonalità di una commedia in stile Nouvelle Vague che non a quelle del melodramma. E ancora la scelta di adottare una stilizzazione pop che mette in sordina ogni ipotesi piattamente naturalistica (era quanto già avveniva, del resto, nel precedente film della Donzelli, La reine des pommes, del 2009), e dove i colori squillanti, certe inopinate rotture di ritmo, l’utilizzo di siparietti canori che s’insinuano di soppiatto tra i dialoghi a dar voce all’urgenza delle emozioni, tutto questo richiama inevitabilmente alla memoria la lezione del cinema di Jacques Demy.

Una lezione che ha saputo dare i suoi buoni frutti.

Nicola Rossello

Scheda film

Titolo: La guerra è dichiarata
Regia: Valérie Donzelli
Cast: Valérie Donzelli,  Jérémie Elkaïm,  César Desseix, Gabriel Elkaïm, Brigitte Sy, Elina Lowensohon, Michèle Moretti, Philippe Laudenbach, Bastien Bouillon, Béatrice de Staël, Anne Le Ny, Frédéric Pierrot
Durata: 100 minuti
Genere: Drammatico
Distribuzione: Sacher
Data di uscita: 01 giugno 2012

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