Il Pensiero è più veloce dell’Azione, scultura di Gianni Calcagnini

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Installazione di Gianni Calcagnini, Il Pensiero è più veloce dell’Azione (2012), Ferro, m 4,50 x 10 x 1,50 (cavallo e amazzone), m 3 Ø (sfera)

Ad Urbino nella Tenuta Ss. Giacomo e Filippo presso Urbino Resort, viene posta l’installazione permanente dell’ultima maestosa scultura di Gianni Calcagnini, Il Pensiero è più veloce dell’Azione.

La grande scultura in ferro, alta oltre 6 metri e di 10 metri di lunghezza, nasce come inno alla libertà, alla voglia di conoscere e alla forza del pensiero positivo che guida l’azione; uno slancio ad andare sempre avanti; un segno di potenza e di forza che l’uomo non deve mai perdere o meglio deve saper sempre ritrovare anche in momenti difficili come quelli odierni, per un futuro migliore.
Un cavallo arabo, che la leggenda vuole nato dal vento per la sua velocità e la sua resistenza, salta il globo (una sfera di 3 metri di diametro), simbolo del nostro pianeta, e porta con sé in volo un amazzone aggrappato alla criniera con le sole mani. Favola fantastica oppure sogno, questa poetica scultura svetta sul magnifico paesaggio del Montefeltro disegnato dalle colture dell’uomo. Calcagnini sottolinea sempre il legame con la terra e per questo il cavallo è ancora invisibilmente ancorato al globo e funge da tramite verso l’infinito e l’ignoto, concentrando il suo gesto nell’stante del salto carico di energia e puntando verso Nord per non avere mai il sole negli occhi.
Come già nella bella opera di Land Art Gaia (1995), figura di donna “arata” sulla collina di Mondaino e visibile da lontano, poco al di sotto del cavallo un grande cuore, disegnato dall’artista con piante sempreverdi sul campo coltivato, sottolinea l’amore per la madre Terra che non deve mai abbandonarci.

Passeggiando per la Tenuta si possono già scoprire interventi come La grotta di passa l’acqua, realizzata nel 2008, un vero e proprio rifugio nell’utero di madre Terra da cui fuoriescono pecorelle ansiose di essere guidate da loro pastore (sculture realizzate con materiali di recupero), e la Fontanella (2011) ricavata da una sorgente naturale che l’artista ha scoperto e protetto con pietre di recupero e un ombrello che la ripara dal sole, creando un abbeveratoio per i numerosi volatili dell’Oasi ma anche un simbolo della preziosità dell’acqua sinonimo di vita.

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