Dante ti amo. Testo e immagini della Divina Commedia – Torino, Palazzo Madama

0

Dante Alighieri

Palazzo Madama di Torino dal 31 ottobre 2012 al 31 gennaio 2013 presenta una mostra dedicata a Dante Alighieri e alla Divina Commedia, con manoscritti, incunaboli, volumi a stampa illustrati e dipinti provenienti dalla collezione privata dell’imprenditore torinese Livio Ambrogio.

Organizzata secondo un criterio cronologico, dal manoscritto alle edizioni a stampa contemporanee, l’esposizione racconta la fortuna del testo della Divina Commedia lungo l’arco di sette secoli.

L’esposizione accoglie una selezione di codici manoscritti e di incunaboli, tra cui figurano la rarissima editio princeps del poema stampata a Foligno da Johann Neumeister nel 1472 e l’ancor più rara seconda edizione, impressa a Mantova, sempre nel 1472. All’epoca ‘prototipografica’ appartengono anche le primissime edizioni illustrate, come quella uscita a Firenze nel 1481, che è la prima con figure, due incisioni su rame ispirate ai disegni di Sandro Botticelli, e quella stampata a Brescia nel 1487, la prima a contenere un ciclo di illustrazioni completo per l’Inferno e il Purgatorio, e parziale per il Paradiso.

Il percorso prosegue poi, dal Cinquecento all’Ottocento, con le edizioni che hanno fondato la storia e la tradizione del testo e dell’iconografia dantesca, a partire dal celebre volume tascabile della Divina Commedia del 1502 curato da Pietro Bembo e stampato da Aldo Manuzio, fino a quello edito a Venezia nel 1544 da Francesco Marcolini, illustrato da una pregevole serie di xilografie, considerate le prime ad avere un impianto moderno. Tra le stampe più importanti e pregevoli del Settecento si ricorderà invece la monumentale edizione illustrata uscita dai torchi veneziani di Antonio Zatta nel 1757-58, di cui è presente non solo un esemplare comune, ma anche una copia di lusso impressa su carta turchina, con le calcografie tirate a più colori.

Per l’Ottocento e il Novecento la selezione esposta ha privilegiato non solo i capolavori tipografici, quali quelli prodotti dalla stamperia Tallone di Alpignano, ma anche quelli iconografici, frutto del cimento col testo dantesco di alcuni tra i più grandi artisti moderni e contemporanei. Tra questi si ricordano in particolare le visionarie incisioni tratte dai disegni di William Blake (1757-1827), quelle di neoclassica ed elegiaca nitidezza dell’inglese John Flaxman (1755-1826), quelle del celebre pittore e incisore francese Gustave Doré (1832-1883), le personalissime interpretazioni di Salvador Dalì (1904-1989), quelle – modernissime – realizzate dall’artista inglese Tom Phillips tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta del Novecento, fino a quelle raffinatissime della pittrice e illustratrice tedesca Monika Beisner, dipinte con la tecnica della tempera all’uovo ed eseguite tra il 1993 e il 2000.

Tra le testimonianze più recenti, il manoscritto autografo del saggio La última sonrisa de Beatriz (1948 circa) del celebre scrittore e poeta argentino Jorge Luis Borges e l’autografo – seguito dalla relativa edizione a stampa – della Lettera a Dante di Roberto Benigni del 2007.

Completa l’esposizione una sezione che ospita le prime edizioni delle “opere minori” di Dante, come il De vulgari eloquentia, il Convivio e le Rime, e da una serie di quadri, sculture, curiosità e manifesti antichi dedicati anch’essi al grande poeta italiano.

In occasione della mostra, Palazzo Madama organizza un ciclo di attività di conferenze e letture in collaborazione con la Società Dante Alighieri e con la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino.

Comments are closed.