Giuseppe De Nittis a Palazzo Zabarella di Padova

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Giuseppe De Nittis, Paesaggio vesuviano con la neve, 1872 Olio su tela, cm. 8,8x18,2 Collezione privata, Vicenza (foto Giovanni Amoretti, Parma)

Sarà dedicata a Giuseppe De Nittis l’evento espositivo in programma a Palazzo Zabarella di Padova dal 19 gennaio 2012 al 26 maggio 2013.

In mostra 120 capolavori di uno dei protagonisti assoluti dell’Ottocento europeo, provenienti dai più prestigiosi musei e collezioni pubbliche italiane e francesi.

De Nittis ha saputo reggere il confronto con Manet, Degas e con gli Impressionisti con cui ha condiviso, pur nella diversità del linguaggio pittorico, l’aspirazione a rivoluzionare l’idea stessa della pittura, scardinando una volta per sempre la gerarchia dei generi, nel raggiungimento di quell’autonomia dell’arte che sta alla base della modernità. E come i francesi, ha affrontato gli stessi temi: il paesaggio, il ritratto e la rappresentazione della vita moderna, catturata nel caso di De Nittis nelle strade delle due metropoli che erano in quegli anni le grandi capitali dell’arte e della mondanità: Parigi e Londra.

Il percorso espositivo, ordinato in sezioni cronologiche,  approfondirà il periodo di formazione di De Nittis, avvenuta a Napoli. È qui che s’immedesima nella natura, trasponendo sulla tela quella che chiamava l’atmosfera diversamente identificata secondo il mutare delle stagioni e delle ore del giorno.

Appartengono a un soggiorno a Napoli, dove ritornò spesso anche dopo il trasferimento a Parigi, le vedute del Vesuvio, per lo più tavolette e tele di piccole dimensioni, che compongono uno straordinario reportage pittorico, realizzato con un procedimento quasi fotografico, che non ha confronti nella pittura italiana dell’epoca.

La mostra metterà in rilievo il suo stile unico e inconfondibile, capace come pochi di riflettere lo spirito del tempo, colto da un osservatorio privilegiato come era quello di Parigi, tra la fine del Secondo Impero e i nuovi fasti mondani della Terza Repubblica.

La rassegna, curata da Emanuela Angiuli e Fernando Mazzocca, è promossa dalla Fondazione Bano di Padova e dalla Fondazione Antonveneta, ed è accompagnato da un catologo pubblicato da Marsilio editori.

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