Intervista ad Enrico Scotto di Carlo, Assessore alla Cultura di Procida

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Isola di Procida, Corricella - Foto di Chiara Scotti

Isola di Procida, Corricella – Foto di Chiara Scotti

Chiara Scotti  incontra per Bit Culturali l’Assessore alla Cultura del Comune di Procida, Enrico Scotto Di Carlo. Un dialogo tra due procidani impegnati nella cultura e nella promozione del territorio.

Come ritiene che possa essere meglio definita o sinteticamente “raccontata” o “promossa” l’isola di Procida?

Procida è conosciuta, ed a giusta ragione, come l’isola di tante cose. Nel tempo le definizioni sono state molte e tutte originali e veritiere. L’isola di “Graziella”, quando si pensa ad Alfhonse De La Martine e al fatto che ogni anno, in un festival di colori e tradizioni, tutta la cittadinanza evoca con grande suggestione la fanciulla procidana protagonista del romanzo omonimo del celebre poeta romantico francese. Parliamo dell’isola di “Arturo” quando pensiamo al grande capolavoro di Elsa Morante (Premio Strega 1957) che descrisse l’isola al mondo intero. Ma Procida è anche nota nel mondo, più recentemente, come l’isola del “Postino” quando si pensa al celebre film con Massimo Troisi, girato proprio sull’isola poco prima della sua scomparsa. E potrei continuare anche con tanti riferimenti all’antichità. Io, però, amo sintetizzare e dichiaro da alcuni anni, nella mia qualità di Assessore alla Cultura, che Procida è sempre di più “l’isola della cultura”.

Lei ha parlato dell’isola di Arturo. Avete anche un prestigioso premio letterario dedicato al libro e alla Morante?

Esattamente. Attraverso il Premio tantissimi personaggi della cultura del nostro tempo hanno avuto la possibilità di conoscere e di innamorarsi dell’isola. Negli ultimi anni abbiamo avuto ospiti molto importanti e non solo nel campo della letteratura. Da Umberto Veronesi a Uto Ughi,  da Giuseppe Tornatore a Riccardo Muti. Quest’ultimo è rimasto davvero incantato dall’isola ed ha accettato di ricevere anche un significativo riconoscimento onorario del Comune, che gli conferiremo appena sarà possibile. Senza contare che poi, sempre attraverso il Premio, abbiamo instaurato, e consolidato nel tempo, un importantissimo rapporto con tutte le Università Campane e con molte Università Statunitensi, che realizzano, da marzo ad ottobre, nel bellissimo “Palazzo della Cultura” a Terra Murata, tantissimi stages e convegni di carattere nazionale ed internazionale.

Sono assolutamente d’accordo con lei, Procida è un’isola meravigliosa. Ma lei ritiene che ci siano ulteriori prospettive o occasioni di sviluppo nella direzione della Cultura?

Assolutamente sì. Ci sono prospettive decisamente esaltanti. Tra poche settimane avremo la possibilità di gestire il patrimonio immobiliare forse più importante dell’isola: il Palazzo d’Avalos, antico castello e poi anche ex carcere, che, sono fermamente convinto, potrà determinare davvero la svolta decisiva per il futuro, anche economico, dell’isola, ovviamente nel solco e nel segno della cultura e di quanto di assai importante abbiamo già realizzato.

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1 commento

  1. Rinaldo Longo on

    Consederato che il Comune di Procida è venuto in possesso dell’antico Castello dei D’Avalos, potente famiglia di origine spagnola, al tempo in cui era Viceré di Napoli Don Giovanni Miranda de Zuniga (siamo verso la fine del Cinquecento), perché l’assessore alla cultura non pensa di far rappresentare nell’isola l’opera teatrale ‘La Notte dei Madrigali” di Franco Chimenti (Ed. Liceo Scientifico Scafati, 2007)? Magari prendere contatti con produttori e/o registi per trarne un film? L’opera tratta della tragica storia di Carlo Gesualdo, principe di Venosa ed eminentissimo madrigalista, che fa uccidere la sua sposa Maria d’Avalos e il di lei amante, il cugino Fabrizio Carafa, duca d’Andria, e, contrariamente a quanto è stato fatto finora, mira a convincerci che questa non fu una storia di sesso, per cui sollecita comprensione e indulgenza perché è difficile non soccombere alle “impietose leggi del cuore”. Suggerisco all’assessore di dare un premio all’autore, lo scrittore Prof. Franco Chimenti di San Marco Argentano. Rinaldo Longo.

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