Salvo, un noir di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza

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Una scana del film Salvo

Salvo è un sorprendente noir di ricerca, condotto secondo strategie narrative ed estetiche spudoratamente autoriali; una pellicola che si nutre di modi e stili e suggestioni eterogenei e singolari, cercando di conciliare perentorei echi melvilliani (la prova attorale di Saleh Bakri è ricalcata su quella di Alain Delon in Frank Costello faccia d’angelo, uno dei testi canonici del genere) e certo gusto grottesco “sudista” alla Rubini (i gestori della pensione in cui vive Salvo), l’adesione alle costanti e alle variabili del repertorio iconografico noir e un’accentuata tendenza all’astrazione formale e all’esasperazione stilistica, provocatoriamente “d’avanguardia”.

Il discorso teorico prevale qui nettamente sulla dimensione narrativa, sicché la radicalità delle scelte espressive (scardinamento della sintassi tradizionale, rarefazione degli accadimenti) non può non generare sconcerto nello spettatore. Il film arriva a ricusare ogni forma di spettacolarizzazione (persino l’uccisione del fratello di Rita e il regolamento dei conti finale restano fuori campo) a tutto vantaggio dell’attenzione riservata al dato sonoro e visivo. Se il lavoro sugli effetti acustici è decisamente ammirevole, la bella fotografia di Daniele Ciprì, dominata da tonalità monocromatiche, ci induce a leggere il film come una riflessione sui procedimenti del linguaggio visivo.

A latitare, come troppo spesso accade nel cinema italiano, è l’impianto drammaturgico, di scarsa consistenza. E dire che Fabio Grassadonia e Antonio Piazza si sono fatti le ossa come sceneggiatori.

Nicola Rossello

Scheda film

Titolo: Salvo
Regia: Fabio Grassadonia, Antonio Piazza
Cast: Saleh Bakri, Sara Serraiocco, Luigi Lo Cascio, Giuditta Perriera, Mario Pupella
Durata:  104 minuti
Genere: Noir
Distribuzione: Good Films
Data di uscita: 27 giugno 2013


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