Milano | So Far So Close

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Franz Bucher, Tiger black and white (2013), stampa digitale su alluminio da disegno a matita, cmm50x50La Casa delle culture del mondo di Milano ospita la collettiva “So Far So Close”, a cura di Adelinda Allegretti, opere a tema libero di ventiquattro artisti di provenienza europea e americana (Beate Axmann, Germania; Livia Balu, Svizzera; Nancy Barwell, Francia; Philip Barwell, Francia; Jörg Bollin, Germania; Franz Bucher, Svizzera; Christine Cézanne-Thauss, Austria; Marianne Emmenegger, Germania; Kenneth Engblom, Svezia; Maria Fatjó Parés, Spagna; Susie Gadea, Perù; Sandra Groeblinger, Austria; Petra Hasselbring, Germania; Stefan Havadi-Nagy, Germania; Kohlene Hendrickson, USA; Beate Kulina, Germania; Erna Lang, Svizzera; Stefanie Macherhammer, Germania; Petra Mattes, Germania; Gabriele Schuller, Germania; Martin Sendlak-Rinkwitz, Germania; Su!, Germania; Petra Von Kazinyan, Austria; Regula Walther, Svizzera).

L’esposizione, aperta al pubblico dal 4 al 21 luglio 2013, nasce con l’intento di dare al visitatore una visione sullo spaccato artistico europeo contemporaneo, attraverso opere nell’ambito della pittura, della fotografia, della computergrafica, della scultura. La scelta di non dare un tema agli artisti ha permesso di selezionare, nell’ambito della produzione di ciascuno, le opere più rappresentative del loro percorso artistico ed intellettuale. Questo consente una grande varietà di soggetti, dal figurativo all’informale, dalla natura alla tecnologia, dagli animali alla danza (intesa sia sul palcoscenico che come “danza macabra”, tema molto caro e diffuso nella Mittleuropa), dall’architettura all’impegno sociale. Per rispettare l’internazionalità dello spazio espositivo, sono stati selezionati esclusivamente artisti non italiani, molti dei quali presentati per la prima volta in Italia, con opere inedite.

1 commento

  1. Giuseppina Vitale on

    “Per rispettare l’internazionalità dello spazio espositivo, sono stati selezionati esclusivamente artisti non italiani” ma non c’era nessun italiano all’altezza dell’internazionalità? non credo…

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