Milano, Palazzo Reale | Rodin. Il marmo, la vita

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Auguste Rodin «L’uomo dal naso rotto» («L’Homme au nez cassé»), 1874-1875 Marmo, 44,8 x 41,5 x 23,9 cm. e «Busto di M.me Roll» («Buste de M.me Roll»), 1882-1883 Marmo, 57,5 x 50,5 x 34,1 cm.

Auguste Rodin «L’uomo dal naso rotto» («L’Homme au nez cassé»), 1874-1875 Marmo, 44,8 x 41,5 x 23,9 cm. e «Busto di M.me Roll» («Buste de M.me Roll»), 1882-1883 Marmo, 57,5 x 50,5 x 34,1 cm.

Nella monumentale Sala delle Cariatidi, al piano nobile di Palazzo Reale di Milano, sarà allestita la mostra dedicata ad Auguste Rodin, a cura di Aline Magnien,  in collaborazione con Flavio Arensi.

L’esposizione, aperta al pubblico dal 17 ottobre 2013 al 26 gennaio 2014, presenta un corpus di oltre 60 opere con un numero tanto vasto di sculture in marmo.

L’illusione della carne e della sensualità è il tema intorno a cui si sviluppa la prima sezione, nella quale  sono raccolte alcune opere giovanili, di stampo classico, fra cui il celeberrimo Homme au nez cassé, rifiutato dal Salon parigino del 1864, un ritratto omaggio al grande genio Michelangelo. Al vertice di questa sezione sarà Il Bacio, la scandalosa scultura che rappresenta due amanti e che fece scalpore nella Francia di fine Ottocento.

La seconda sezione propone alcune fra le sculture più conosciute di Rodin e dimostra la piena maturità del maestro anche dal punto di vista della capacità di elaborazione delle figure che emergono dai candidi blocchi di pietra. Accanto a ritratti di grande intensità, lontani dalla fredda precisione d’inizio carriera, come il busto dedicato alla compagna di una vita Rose Beuret, si alternano richiami all’eros e alla disinibita ricerca formale ed estetica del maestro, manifestando la sua necessità di tentare nuovi percorsi scultorei. Qui le bellissime Mains d’amant sono un richiamo lirico all’amore e alla sensualità, ma lasciano già pienamente comprendere il lavoro di recupero della tradizione che Rodin conduce insieme all’affermazione di una nuova idea di scultura.

La poetica dell’incompiuto caratterizza la terza sezione dove si rappresenta il trionfo del “non finito”, l’artificio linguistico che rimanda immediatamente a Michelangelo e che Rodin svolge in una chiave di assoluta modernità. Qui sono ordinati alcuni fra i più bei ritratti  eseguiti dall’artista, fra i quali quello a Victor Hugo e un altro, poco noto, di Puvis de Chavannes, il grande “decoratore di muri”, uno fra gli artisti più in voga della sua epoca.

La mostra, che espone in serie cronologica i marmi dell’artista,  è promossa e prodotta dal Comune di Milano – Cultura, Palazzo Reale, Musée Rodin di Parigi, Civita e Electa, in collaborazione con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, ed è accompagnata da un catalogo edito da Electa.

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