Giovanni Fattori. Capolavori da collezioni private – Mostra a Milano

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Giovanni Fattori, Riposo in Maremma, 1875 c., Olio su tela, 35 x 72,5 cm

Giovanni Fattori, Riposo in Maremma, 1875 c., Olio su tela, 35 x 72,5 cm

La GAMManzoni – Centro Studi per l’Arte Moderna e Contemporanea – di Milano rende omaggio a Giovanni Fattori, uno tra gli indiscussi protagonisti della pittura italiana dell’Ottocento,  con una mostra a cura di Francesco Luigi Maspes ed Enzo Savoia.

L’esposizione, aperta al pubblico dal 25 ottobre al 21 dicembre 2013 (prorogata fino al 12 gennaio 2014),  ripercorrerà le tappe fondamentali della carriera del pittore livornese attraverso la selezione di quaranta capolavori provenienti da prestigiose collezioni private italiane, come quella del milanese Giacomo Jucker o quella del genovese Mario Taragoni, privilegiando le opere eseguite tra il 1860 e il 1905 circa, il periodo della sua piena maturità creativa e stilistica.

Il percorso presenterà opere di grande importanza, come il nucleo dedicato ai militari, sentiti parte integrante di quella realtà ordinaria, che Fattori scandaglia, senza retorica né idealismi, in tutti i suoi aspetti. Dipinti come Passaggio del Mincio (1865-1870 circa), Le vedette (1870-1875 circa), Cavalieri in perlustrazione (1875 circa), Cavalleggeri in avanscoperta (1875-1880 circa), Manovre di artiglieria (1880 circa), Le ordinanze (1883), Militari al bivacco (1885 circa), Ritorno dalla passeggiata (1885-1890) e L’appello dopo la carica (1895).

Di altrettanto interesse sono le “impressionipaesistiche della Maremma, ossia di quella parte della campagna toscana che Fattori “preferiva per istinto, sentendosi più libero e puro e più vicino all’essenza delle cose nella semplice e selvatica solitudine della natura”. Case della montagna livornese (1866-1870 circa), Veduta di Poggio Pelato a Castiglioncello (1867-1868), Viale soleggiato (1870 circa), Uliveto (1875-1885) e il Bosco di San Rossore (1890-1900).

A questi paesaggi “puri” si affiancano quelli animati dalla presenza umana, fra cui Silvestro Lega che dipinge sugli scogli (1867 circa),  Contadina nel bosco (1861), Riposo in Maremma (1867 circa), Le boscaiole (1878 circa).

Alla calma silente di questi dipinti fa da contraltare la vitalità di certi quadri di butteri, come i due grandi pastelli Incontro fatale (1900) e Un incontro (1904 circa). Non mancano pure brani di vita quotidiana ambientati sullo sfondo di paesaggi urbani che l’artista realizza nei primi anni Ottanta, fra cui Viale principe Amedeo a Firenze (1880 circa) e L’arrivo dei barocci (1881).

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