Parma | Bodoni principe dei tipografi nell’Europa dei Lumi e di Napoleone

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Giuseppe Baldrighi, La famiglia di don Filippo di Borbone, 1756 circa. Parma, Galleria Nazionale

Giuseppe Baldrighi, La famiglia di don Filippo di Borbone, 1756 circa. Parma, Galleria Nazionale

La città di Parma dedica a Giambattista Bodoni, tipografo e stampatore italiano noto per i caratteri tipografici da lui creati, una mostra, in occasione del bicentenario della sua morte.
L’esposizione, aperta al pubblico dal 5 ottobre 2013 al 12 gennaio 2014, è ospitata in alcuni degli spazi monumentali della città: la Biblioteca Palatina, il Teatro Farnese e la Galleria Nazionale.

In mostra le eleganti edizioni bodoniane e, con esse, le testimonianze dell’intero processo di realizzazione e poi di commercializzazione di capolavori che, per contenuto come per qualità di stampa, erano contesi dalle corti, accademie, biblioteche e intellettuali dell’Europa a cavallo tra Sette e Ottocento.

Non solo le meraviglie bodoniane. La mostra vuole ricreare, far rivivere proprio il mondo culturale, economico e istituzionale, le corti italiane ed europee appunto, che in Bodoni trovarono l’artigiano-artista in grado di dar forma di libro alle loro istanze, idee ed ideali.
Ed è proprio a “Bodoni, gli ambienti culturali e le corti” che è riservata una delle due sezioni della esposizione. Nella scenografia suggestiva di ambienti meno noti del Teatro Farnese rivivranno i suoi primi passi nella tipografia paterna della natia Saluzzo, quindi il trasferimento a Roma e il lavoro alla stamperia di Propaganda Fide.
Successivamente l’approdo alla corte di Parma, tra le più “illuminate” ed internazionali nell’Italia frammentata dell’epoca.

Questo magnifico “affresco di un’epoca” della storia italiana, con le sue luci e le sue inevitabili ombre, vive in mostra, all’interno del monumentale salone neoclassico della Galleria Nazionale, grazie alle vedute e ai ritratti dei personaggi che animarono la vita politica ed economica dell’epoca realizzati da grandi artisti, Goya innanzitutto, ma anche, Anton Raphael Mengs, Angelica Kauffmann, Pompeo Batoni, Francois Gerard e i molti altri artisti già presenti nelle collezioni ducali tra cui Andrea Appiani, Antonio Canova, Bernardo Bellotto, Robert Hubert.

Dall’ambiente, alla fucina del maestro, anzi alla “Fabbrica del libro perfetto” è riservata l’altra grande sezione della mostra; nel suggestivo ambiente della Galleria Petitot della Biblioteca Palatina sono esposti dapprima i capolavori che raccontano la storia del libro a stampa. Poi Bodoni e la sua rivoluzione del gusto e della tecnica. E ancora l’attenzione alle incisioni; veri capolavori d’arte. Infine la stampa a colori e le legature di sobria, perfetta eleganza.

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