Antoniazzo Romano “Pictor Urbis” – Mostra a Roma a Palazzo Barberini

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Fondi, chiesa di San Pietro, cappella della Croce, Antoniazzo Romano, Madonna con il Bambino e i santi Pietro e Paolo e il committente Onorato Caetani, trittico firmato, 163x270

Fondi, chiesa di San Pietro, cappella della Croce, Antoniazzo Romano, Madonna con il Bambino e i santi Pietro e Paolo e il committente Onorato Caetani, trittico firmato, 163×270

È dedicata ad Antoniazzo Romano, tra i maggiori pittori della scuola romana del Rinascimento, la mostra allestita nelle sale di Palazzo Barberini, a Roma, a cura di Anna Cavallaro e Stefano Petrocchi.

L’esposizione, aperta al pubblico dal primo novembre 2013 al 2 febbraio 2014, presenta circa cinquanta opere – polittici, grandi pale, piccoli dipinti devozionali, tavole fondo oro, e un ciclo di affreschi staccati, insieme a opere di confronto e testimonianze documentarie – che offrono al pubblico un viaggio nel Rinascimento “quotidiano” di Antoniazzo e della sua nutrita bottega.

La selezione di documenti concessi in prestito dall’Archivio di Stato di Roma, lettere autografe e contratti originali,  libri confraternali e atti privati come il testamento e l’eredità di Antoniazzo Romano, offrono una lettura che consente di mettere in luce oltre l’artista, anche l’uomo e il suo impegno nella società del  tempo.
La pittura a Roma, all’epoca dell’esordio di Antoniazzo, è testimoniata oltre che da opere di maestri tardogotici, anche dai nomi degli artisti riportati nello splendido codice miniato del 1478, contenente i primi statuti dei pittori romani redatti dallo stesso Antoniazzo in qualità di console della corporazione, ed esposto al pubblico per la prima volta grazie al prestito dell’Accademia di San Luca.

Il percorso si sofferma sulla ricca produzione di immagini sacre, riprese dalle celebri icone medievali, aggiornate al gusto rinascimentale, che costruì il successo del pittore presso il pubblico romano. La produzione della bottega romana di via della Cerasa è documentata attraverso dipinti che attestano la circolazione dei modelli del maestro tra gli allievi. Per la prima volta viene riunito l’importante complesso pittorico della Camera di Santa Caterina da Siena, che dal Seicento è diviso tra la chiesa della Minerva e il convento di Santa Caterina a Magnanapoli.

La mostra  si conclude illustrando la diffusione della cultura del maestro nell’Italia centrale attraverso la figura del figlio Marcantonio Aquili, erede e continuatore della maniera paterna, e  di alcuni contemporanei: l’umbro Pancrazio Jacovetti, il veronese Cristoforo Scacco, attivo nel basso Lazio e in Campania, l’abruzzese Saturnino Gatti, e Cola dell’Amatrice con un dipinto realizzato quando ormai a Roma dominava l’arte di Raffaello.

A completare l’iniziativa, un itinerario cittadino, promosso in collaborazione con il Comune di Roma, accompagna il pubblico alla scoperta delle testimonianze della pittura di Antoniazzo e della sua scuola presenti in numerosi edifici storici di Roma. Imprenditore di una bottega operosissima e affollata, nell’arco di decenni Antoniazzo fu chiamato a decorare i luoghi sacri più importanti della città. Dalle basiliche dei Santi XII Apostoli, di Santa Croce in Gerusalemme, di San Giovanni in Laterano, al Pantheon, alle chiese gianicolensi di San Pietro in Montorio e San Onofrio, l’opera di Antoniazzo  rappresenta il Rinascimento romano.

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