Un mondo in trasformazione. L’Ottocento tra poesia rurale e realtà urbana

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Luigi Rossi, Sulla panchina di Biolda, 1920-1922, olio su tela, 72 x 92 cm, Courtesy Galleria Bottegantica, Milano-Bologna

Luigi Rossi, Sulla panchina di Biolda, 1920-1922, olio su tela, 72 x 92 cm, Courtesy Galleria Bottegantica, Milano-Bologna

La Pinacoteca cantonale Giovanni Züst di Rancate (Mendrisio) presenta dal 13 ottobre 2013 al 12 gennaio 2014 la mostra “Un mondo in trasformazione. L’Ottocento tra poesia rurale e realtà urbana” a cura di Giovanni Anzani ed Elisabetta Chiodini.

In esposizione una novantina di capolavori, eseguiti dai maggiori protagonisti della cultura figurativa ottocentesca lombarda e ticinese, che illustrano l’evoluzione della pittura di paesaggio, rurale e urbano, tra il 1830 e il 1915 con le conseguenti implicazioni sulla società. Non solo paesaggi quindi, ma anche scene di vita quotidiana.

Lungo il percorso della mostra il visitatore avrà modo di immergersi nell’ambiente cittadino ottocentesco attraverso le suggestive vedute di Lugano e Milano, dipinte da artisti quali Giovanni Migliara, Giuseppe Canella e Carlo Bossoli. Da queste vedute tipiche dell’epoca romantica si passa a una visione della città più attenta ai mutamenti della modernità: irrompono infatti la presenza della ferrovia, dell’industria e del disagio sociale, ma anche nuovi momenti ricreativi, dedicati allo svago collettivo e privato.

Tra i principali interpreti di questo mondo in trasformazione troviamo Carcano, Franzoni, Feragutti Visconti e Mosè Bianchi che con Corso di Porta Ticinese tratteggia i contorni di una Milano fumosa e brulicante di vita, mentre con Lavandaie immortala la fatica di umili donne iscritte in un paesaggio che conserva ancora cadenze bucoliche. Quadri in cui la denuncia sociale si fa più esplicita sono ad esempio Alveare di Luigi Rossi, Ritorno dal lavoro e L’abbruttito di Pietro Chiesa, Venduta! di Angelo Morbelli.

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