Gordon Parks, una storia americana in mostra a Roma a Palazzo Incontro

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Gordon Parks Harlem 1948, © The Gordon Parks Foundation

Gordon Parks Harlem 1948, © The Gordon Parks Foundation

Se esiste un’eleganza tipicamente americana nelle modulazioni dei grigi, nel bagliore lunare delle modelle, nel sudore che scende dalla fronte di un pugile nero (il mito Muhammed Ali); se esiste un carattere tipico che qualifica la fotografia americana, come certi retrogusti di liquirizia e legno, frutti di bosco e confettura di prugna di un Nuits-Saint-Georges, allora quei caratteri e quelle eleganze sono tutti armoniosamente concentrati nelle fotografie di Gordon Parks.

Come il vino di Borgogna ci racconta le serene notti d’estate sulle colline francesi, così una fotografia di Parks è autenticamente in ogni sua variazione di luce, tono, trama, “una storia americana“. Un prodotto autoctono, una meravigliosa finestra sugli Stati Uniti, con i suoi miti ed i suoi limiti, con i suoi eroi e suoi sconfitti.
Gordon Parks racconta tutto questo perché egli stesso è il figlio spurio dell’american dream. Poverissimo, costretto a suonare il piano in un bordello o a lavorare come cameriere nei treni ed in molteplici locali per soli bianchi. Per anni quasi un barbone, senza casa, senza fissa dimora, con gli autobus come tetto per dormire e con una macchina fotografica per sfidare il mondo, per sparare sulle ingiustizie e sui pregiudizi razziali al grido angoscioso, quasi rauco di un otturatore di fotocamera. Ma fu così, grazie a quelle foto, che Parks si fece notare ed iniziò la sua carriera, prima come fotografo dell’alta società, poi come freelance ed infine per la rivista ‘Life, raccontando la grande moda e le ingiustizie subite dai neri, dagli emarginati e dagli esclusi.

Le sue fotografie sono una luce autentica che dagli occhi di un uomo, che ha vissuto le ingiustizie sulla propria pelle ed ha attraversato le montagne russe della vita con i suoi alti e bassi, si trasferisce sulla pellicola, regalandoci uno squarcio di verità del xx secolo, una serie preziosa di storie e mondi che compongono l’album dei ricordi della storia americana.

Di Parks si apprezza l’eleganza delle sue composizioni; anche quando affronta i temi più scottanti lo fa con la grazia di una donna acrobata, quelle giocoliere che sulle inferriate senza protezione ruotano su se stesse con innaturale e superba leggerezza.

Dal 5 dicembre 2013 al 16 febbraio 2014 a Roma sarà possibile “guardare” ed “ascoltare”, attraverso le sue immagini, le tante storie di Gordon Parks grazie alla mostra dal titolo “Una storia americana, fotografie di Gordon Parks“, allestita a Palazzo Incontro. Un progetto promosso dalla Provincia di Roma e dalla Regione Lazio, realizzato dalla Gordon Parks Foundation di New York in collaborazione con la Fondazione Forma per la Fotografia, organizzato da Contrasto e Civita.

Un appuntamento per immergersi nella poetica dell’autore e per celebrare i tre anni di Palazzo Incontro, un importante spazio espositivo che in questi anni ha offerto al pubblico numerosi appuntamenti dedicati all’arte e la cultura.

Diego Pirozzolo

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