Sironi e la Grande Guerra. L’arte e la prima guerra mondiale dai futuristi a Grosz e Dix

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Gaetano Previati Gli orrori della guerra L’esodo 1917 olio su tela 585x790mm

A Chieti, a Palazzo de’ Mayo – S.E.T. Spazio Esposizioni Temporanee – dal 22 febbraio al 25 maggio 2014 è in programma la mostra “Sironi e la Grande Guerra. L’arte e la prima guerra mondiale dai futuristi a Grosz e Dix”, a cura di Elena Pontiggia.

L’esposizione, che apre in Italia le riflessioni sul centenario della prima guerra mondiale (1914 – 1918), comprende oltre cinquanta opere e documenta come gli artisti, da Balla a Carrà, da Léger a Grosz e Dix, da Previati a Nomellini, hanno rappresentato la drammatica esperienza del conflitto.

Cuore della mostra è la figura di Sironi, di cui per la prima volta vengono analizzate organicamente la stagione degli anni 1915 – 1918 e la tematica della guerra, che ricorre nella sua pittura ben oltre quegli anni.Il percorso espositivo muove da maestri europei come Léger con I giocatori di carte, 1915; Otto Dix, con Schützengraben in der Champagne, 1916; Grosz con il tragico 1917. Prosegue poi con gli artisti italiani, da Previati (Gli orrori della guerra, 1917) e Nomellini, (Allegoria della vittoria sull’esercito in marcia, 1919) ai futuristi Balla, Carrà, Depero, Prampolini, Dottori, fino a Bonzagni, Campigli e molti altri, tra cui Viani e Marussig che rappresentano entrambi un Soldato austriaco, emblema della sconfitta.

Le sale sironiane iniziano con le vignette satiriche contro gli Austro-tedeschi realizzate dall’artista nel 1915 – 1918, tra cui quelle per la rivista “Il Montello”, diretta da Bontempelli.
Tra le opere esposte, ancora, i ritratti che Sironi esegue a soldati e ufficiali, e il drammatico paesaggio urbano Città e aereo, 1921.
Di enorme suggestione sono poi due opere monumentali: la grande tela della Vittoria alata, dipinta da Sironi nel 1935, e i giganteschi Soldati, del 1936. La prima è il cartone per l’affresco L’Italia fra le scienze e le arti, realizzato per l’Aula Magna dell’Università La Sapienza a Roma.
Il secondo è un’imponente composizione con due soldati della prima guerra mondiale, evocati visionariamente a vent’anni di distanza dal confitto (1936).

La mostra, accompagnata da un catalogo pubblicato da Allemandi, è realizzata con il patrocinio della Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici dell’Abruzzo, della Presidenza del Consiglio Regionale Regione Abruzzo e della Provincia di Chieti.

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