Paolo Antonio Paschetto artista grafico e decoratore fra Liberty e Déco

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Ragazza con lira, 1908-1910. Olio su tela. Torre Pellice, Archivio Paolo Paschetto

Ragazza con lira, 1908-1910. Olio su tela. Torre Pellice, Archivio Paolo Paschetto

A Roma, al Casino dei Principi di Villa Torlonia, in occasione del cinquantenario della morte di Paschetto, dal 26 febbraio al 28 settembre 2014 è aperta al pubblico la mostra “Paolo Antonio Paschetto artista grafico e decoratore fra Liberty e Déco“, a cura di Alberta Campitelli e Daniela Fonti.

Tra le oltre 200 opere figurano anche pezzi provenienti dagli Archivi delle Arti Applicate e dal Museo Storico della Comunicazione (Roma) e da collezioni private.

L’esposizione ripropone la versatile attività di Paschetto attraverso diverse sezioni che spaziano dai grandi cicli pittorici laici e religiosi ai modelli decorativi per gli interni di squisito gusto art nouveau, dalla progettazione di oggetti d’arredo e d’uso alle vetrate, fino alla produzione grafica nell’ambito della pubblicità e della filatelia.

Il percorso espositivo invita alla scoperta dei luoghi della città legati al lavoro di Paschetto.
Nella Casina delle Civette sono opera di Paschetto le vetrate del “Balcone delle rose” con tralci fioriti, nastri e farfalle multicolori. Qui si può comprendere la genesi dell’opera, dal bozzetto al cartone fino alle vetrate. Accanto a quelle ideate appositamente per l’edificio ve ne sono altre provenienti dall’abitazione privata in via Pimentel e numerosi bozzetti dal raffinato e minuzioso disegno, tra i quali quelli predisposti per le vetrate dei templi di via del Teatro Valle, di piazza Cavour e di via XX Settembre, tutte eseguite con la consueta abilità da Cesare Picchiarini, con simboli religiosi inseriti in elaborati ed eleganti partiti decorativi.

Questa esposizione ripercorre tutta la produzione diPaschetto e si completa con quella organizzata dall’Istituto Nazionale per la Grafica nella sede di Palazzo Poli a cura di Maria Antonella Fusco. Il catalogo, edito da Gangemi Editori ed unitario per le due mostre, permette di cogliere appieno la versatilità di un artista che ha vissuto a Roma gran parte della sua vita lasciando testimonianze importanti in molti luoghi.

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