A Padova la mostra Nuova creatività italiana

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Chris Gilmour

Nuova creatività italiana” è il titolo della mostra che resterà aperta al pubblico dal primo al 23 marzo 2014, a Padova, Ex Macello, e che vede quattro protagonisti Alvise Bittente, Elena Brazzale, Chris Gilmour, Kensuke Koike.

Alvise Bittente si è fatto conoscere per i disegni filanti e rarefatti, spesso dominati dal vuoto del foglio, in cui annota dettagli quotidiani senza valore apparente. La leggerezza del segno si sposa con l’intensificazione del pensiero, per cui le immagini diventano spunto per sorprendenti evoluzioni concettuali, portate in alto dall’arguzia espressa dai titoli che, per quanto coincisi, sanno caricarsi di allusioni e giochi di parole.

Elena Brazzale dedita al disegno, da lei meravigliosamente arricchito di tinte acquerellate. I suoi lavori celebrano un’immaginifica vita vegetale, o meglio la germinazione come grande forza creatrice. Ogni forma infatti è sempre pronta a farne fiorire altre, e queste altre ancora. Ne risultano composizioni multicentriche, irradiate di incontenibili ramificazioni multicolori che il foglio stenta quasi a contenere.

Chris Gilmour da tempo stabilitosi in Friuli, ha scelto la scultura come ambito operativo. Da una parte egli continua a cimentarsi con le esigenze più classiche dell’arte scultorea, quali l’abilità del plasmare, i conti con la statica, il confronto con le proprietà del materiale; d’altra parte provoca la tradizione adottando un materiale “improprio” quale il cartone da imballaggi. Lo spiazzamento è raddoppiato dai soggetti, attrezzi di lavoro replicati con impressionante conformità.

Kensuke Koike si è formato allo Iuav di Venezia. Ha dichiarato di essere alla ricerca del “collage perfetto“, ossia di una maestria sempre più affinata, fino a dischiudere tale tecnica a esiti inaspettati che di gran lunga la sorpassino. Koike ha infatti sviluppato il principio del “taglia e incolla” facendone la modalità di base per calarsi entro l’immagine e operarvi trucchi e illusioni, con esiti che spaziano da veri e propri collage a video, sculture e perfino sofisticate installazioni.

La mostra promossa dal Comune di Padova è curata da Renato Barilli, Guido Bartorelli e Guido Molinari.

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