Al Maxxi di Roma “Utopia for sale? Un omaggio ad Allan Sekula”

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Allan Sekula, The Forgotten Space

Allan Sekula, The Forgotten Space

Il Maxxi di Roma dedica ad Allan Sekula la mostra “Utopia for sale?”, a cura di Hou Hanru, direttore artistico del Maxxi, e di Monia Trombetta. Un omaggio che giunge a pochi mesi dalla scomparsa dell’artista americano, di origine polacca, che fu fotografo, scrittore e regista.

L’esposizione, che apre sabato 15 febbraio 2014, presenta, fino al 4 maggio 2014 nella Galleria 5 al terzo piano, oltre ai lavori di Sekula, opere video e installazioni di Noël Burch, Cao Fei, Adelita Husni-Bey, Li Liao, Amie Siegel; fotografie di siti e paesaggi industriali dalle collezioni del Maxxi Arte e del Maxxi Architettura, da cui provengono anche i disegni e le immagini delle Cartiere Burgo di Mantova, progettate da Pier Luigi Nervi.

I lavori esposti intendono far riflettere sui temi della globalizzazione e sulla circolazione delle idee, dei prodotti e delle persone, in un’epoca in cui l’utopia del potere monetario sta sostituendo l’utopia del bene sociale.

Tra le opere in mostra di Allan Sekula la serie fotografica Fish Story (1989-95), che indaga il ruolo chiave dell’Oceano come spazio della globalizzazione, riflessione approfondita anche dal film documentario The Forgotten Space (2010), co-diretto con Noël Burch.

Dell’artista cinese Cao Fei è presente il video Whose Utopia? del 2006, con al centro lo stabilimento Osram China Lighting di Guangzhou con i suoi operai, il loro quotidiano e i loro sogni.

La vita dei tree-sitters, gli ambientalisti che per arrestare il processo di deforestazione hanno abitato, con villaggi sospesi, i boschi di Tintore e di Stanton Moore in Gran Bretagna nel 2008, è raccontata nel video Story of the Heavens and our Planet (2006) di Adelita Husni-Bey.

L’individuo e la sua posizione nel sistema sociale è al centro della ricerca di Li Liao, artista che vive e lavora in Cina. Entrambi i lavori esposti al Maxxi sono il risultato di performance. In Spring Breeze (2011) per un giorno intero l’artista si è fatto incatenare a un palazzo di uffici. Consumption (2011) si compone di diversi oggetti frutto della performance dell’artista che, per 45 giorni, ha lavorato alla catena di montaggio di una fabbrica di mini iPad.

Il film Provenance (2013) di Amie Siegel evidenzia come la globalizzazione di oggi abbia “snaturato” le utopie di ieri. Il sistema dell’arte contemporanea come parte integrante del sistema consumistico post capitalista è invece il tema di Lot 248 (2013).

Una sezione della mostra vede esposte le fotografie delle collezioni del Maxxi, tra cui gli alti forni di Hannover di Bernd & Hilla Becher; Genova con il suo porto, i cantieri navali e le industrie ritratti da Gianni Berengo Gardin, l’ex Italsider e Bagnoli nelle foto di Libero De Cunzo.

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