“Klimt. Alle origini di un mito”, mostra a Palazzo Reale di Milano

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Gustav Klimt, Signora davanti al caminetto, 1897‐98, Olio su tela, cm 41x66 Vienna, Belvedere © Belvedere, Vienna

Gustav Klimt, Signora davanti al caminetto, 1897‐98, Olio su tela, cm 41×66 Vienna, Belvedere © Belvedere, Vienna

La città di Milano rende omaggio a Gustav Klimt con una mostra allestita a Palazzo Reale, che resterà aperta al pubblico dal 12 marzo al 13 luglio 2014.
L’esposizione, che presenta venti oli dell’artista austriaco, intende indagare i rapporti familiari e affettivi di Klimt, esplorando gli inizi della sua carriera alla Scuola di Arti Applicate di Vienna e la sua grande passione per il teatro e la musica.

«Nell’ambito di un progetto culturale che vede Milano al centro del panorama dei grandi eventi espositivi internazionali, questa mostra rappresenta un capitolo di notevole qualità e importante significato – ha dichiarato l’Assessore alla Cultura della Città di Milano Filippo Del Corno –. I capolavori in mostra, infatti illustrano compiutamente diverse fasi della vita di Klimt e, accompagnati da una ricca documentazione, ricostruiscono il contesto di formazione della personalità dell’artista fin dalle sue prime esperienze giovanili».

Klimt. Alle origini di mito accompagna il visitatore in un percorso alla scoperta di un artista divenuto mito attraverso alcuni capolavori che in mostra i visitatori possono ammirare: da Adamo ed Eva alla Famiglia, dal Girasole a Fuochi Fatui, da Acqua in movimento a Salomè, senza tralasciare i paesaggi evocativi come Dopo la pioggia o Mucche nella stalla e i grandi ritratti femminili.

La mostra si apre con il contesto famigliare: accanto a opere dei fratelli Ernst e Georg, sono esposti anche ritratti giovanili fatti da Gustav a membri della sua famiglia. La seconda parte della mostra è dedicata all’apprendistato dei fratelli Klimt alla Scuola d’Arte Viennese, nell’ambito della quale fondarono, insieme a Franz Matsch, la cosiddetta Künstler-Compagnie (Compagnia degli Artisti). La crisi klimtiana dopo lo scioglimento della Künstler-Compagnie è contestualizzata nella crisi dell’arte viennese stessa, che sfocerà nella fondazione della Secessione. Qui una scelta di opere della prima fase della Secessione diventa dunque testimonianza del rifiuto definitivo della tradizione storicistica e del successivo passaggio all’avanguardia internazionale.
Due sale sono dedicate al ritratto e al paesaggio. In esposizione anche alcune lettere d’amore scritte a Emilie Flöge.
Nella sala dei paesaggi, oltre a due importanti dipinti di Klimt – Dopo la pioggia e Mucche nella stalla- è offerta una panoramica sul paesaggismo austriaco del tempo, dalle prime tendenze impressionistiche di fine Ottocento ai dipinti secessionisti di Carl Moll e di Koloman Moser. Altri due dipinti, Fuochi fatui e La famiglia, illustreranno la pittura simbolista di Klimt, sezione che conclude l’esposizione.

La mostra è realizzata in collaborazione con il Museo Belvedere di Vienna, promossa dal Comune di Milano-Cultura, organizzata e prodotta da Palazzo Reale, 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e Arthemisia Group, ed è curata da Alfred Weidinger in collaborazione con Eva di Stefano.

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