Apre a Firenze la mostra “Pontormo e Rosso Fiorentino. Divergenti vie”

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Pontormo, Doppio ritratto di amici (particolare), 1523-1524, olio su tavola e lacche, cm 88,2 x 68, Venezia, Fondazione Giorgio Cini, Galleria di Palazzo Cini, Cini 40025

Pontormo, Doppio ritratto di amici (particolare), 1523-1524, olio su tavola e lacche, cm 88,2 x 68, Venezia, Fondazione Giorgio Cini, Galleria di Palazzo Cini, Cini 40025

Apre oggi, sabato 8 marzo 2014, a Palazzo Strozzi di Firenze la mostra dedicata a due grandi protagonisti dell’arte italiana del Cinquecento, Pontormo (1494 – 1557) e Rosso Fiorentino (1495 – 1540).

Curata da Antonio Natali, direttore della Galleria degli Uffizi, e da Carlo Falciani, docente di storia dell’arte, la mostra presenta oltre 80 opere, offrendo, così, al visitatore la possibilità di ammirare circa 50 dipinti (tavole, tele ed affreschi staccati) dei due artisti e disegni, arazzi e incisioni, affiancati da tavole dei loro maestri: Andrea del Sarto e Fra’ Bartolomeo.

Il percorso espositivo è articolato in 10 sezioni che permettono di ragionare su differenti aspetti dell’opera dei due artisti e nello stesso tempo seguirne in sequenza cronologica le vicende, dalla formazione all’eredità lasciata. Lo svolgimento è stato, infatti, pensato come due percorsi monografici, affrontati in modo da consentire la migliore lettura delle profonde differenze espressive fra i due pittori.

Il Pontormo e Rosso Fiorentino, spiegano i curatori della mostra, “sono uguali nella volontà d’innovazione, nella spregiudicatezza intellettuale, nell’anticonformismo e nella capacità di rispondere a tempi turbati e complessi con una lingua figurativa d’altissimo tenore poetico. Sono diversissimi nella  specificità di quella lingua, a partire dai maestri di riferimento, eccettuato Andrea del Sarto che fu loro comune mentore. Sono diversi nel riferimento a committenze culturalmente lontane e politicamente, anzi, opposte: il Pontormo artista preferito dai Medici, il Rosso mai coinvolto in opere di committenza medicea e invece artista preferito dagli aristocratici fedeli ai valori repubblicani e legati all’eredità religiosa di Savonarola. Sempre fiorentino il Pontormo – proseguono i due curatori -, che mai si mosse dalla sua città natale eccetto che per una breve trasferta a Roma in gioventù (peraltro verisimilmente insieme al Sarto e al Rosso). Viaggiatore, per converso, il Rosso; che lavorò, oltre Firenze, anche a Piombino, Napoli, Volterra, Roma, Sansepolcro, Città di Castello, Arezzo e infine Parigi e Fontainebleau. Attento alla natura e alla sensibilità mutevole del colore il Pontormo, astratto e dedito a una “terribilità” “stravagante” (come scrive Vasari) il Rosso, che frequentò anche discipline esoteriche come la magia e la Cabala”.

L’allestimento della mostra, che rimarrà aperta al pubblico fino al 20 luglio 2014, è stato realizzato dall’architetto Luigi Cupellini con un approccio che dialoga armoniosamente con l’architettura di Palazzo Strozzi.
L’esposizione è promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Soprintendenza PSAE e per il Polo Museale della città di Firenze, con Comune di Firenze, Provincia di Firenze, Camera di Commercio di Firenze, Associazione Partners Palazzo Strozzi e Regione Toscana.

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