Tutto sua madre, il film d’esordio di Guillaume Gallienne

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Una immagine del film "Tutto sua madre"
Al suo esordio dietro la macchina da presa, Guillaume Gallienne ha inteso svolgere una riflessione sul pregiudizio attraverso un’opera-confessione in cui non è azzardato intravedere elementi manifestamente autobiografici. Tutto sua madre invoca la necessità di rifiutare ogni maschera sociale alienante che, impostaci dagli altri come una camicia di forza, miri a condizionare le nostre scelte di vita.

Guillaume è un adolescente dai modi effeminati. A differenza dei suoi due fratelli più grandi, egli non ama lo sport, ma si diverte a vestirsi in modo eccentrico e, quand’è solo nella sua cameretta, immagina d’essere l’imperatrice Sissi o la duchessa Sophie. Tutti in famiglia sono convinti di avere a che fare con un finocchio. La madre poi, persuasa di aver trovato in lui la figlia che tanto avrebbe desiderato, lo asseconda in quei suoi atteggiamenti (interpretata anch’essa da Gallienne, la terribile maman, con la sua eleganza altera e alto borghese, da letteratura di consumo, e le sue battute salaci e “virili”, è un’entità chiaramente fantasmatica, una proiezione mentale dei desideri inconsci e non socializzabili del protagonista).

Guillaume, lui è ammaliato dalla figura materna, verso cui nutre un culto cieco. L’ambigua venerazione filiale e la fascinazione medesima che sull’eroe esercita il femminile (tutte le donne sono spiate da Guillaume nei loro modi espressivi e comportamentali, e fatte oggetto di un’imitazione maniacale che coincide con una globale immedesimazione) inducono a lungo lo stesso protagonista ad accettare la sua supposta vocazione omosessuale come un dato inconfutabile e lo spingono a ricercare le compagnie maschili. La passione improvvisa per una coetanea lo farà ricredere. Sottrattosi infine alla pesante tutela materna, Guillaume potrà concludere il proprio travagliato percorso di riappropriazione identitaria con un paradossale coming out eterosessuale, un rovesciamento finale audace, insolente e sovversivo che, irridendo i guardiani della morale del politicamente corretto e la negatività primordiale immanente ai pregiudizi, si qualifica come un atto di affermazione di sé e di emancipazione dal conformismo imperante.

Il film, che Gallienne ha tratto da una sua fortunata pièce teatrale, dove egli interpretava, di volta in volta, tutti i ruoli con compiaciuto gusto del travestimento, si sostanzia di una serie di scene e scenette accostate l’una all’altra secondo un’agile tessitura ritmica che lascia emergere sopra ogni cosa il lato ludico, burlesco ed esilarante del racconto: una festosa leggerezza comica talora irresistibile (si pensi alla scena del colloquio con lo psichiatra dell’esercito), che consente all’autore di conservare un salutare distacco dall’esperienza intima riversata nella finzione. Per contro, gli accenti più gravi e seriosi e commossi, che predominano nella parte finale della pellicola, rischiano di suonare alquanto stonati.

Nicola Rossello

Scheda film

Titolo: Tutto sua madre
Regia: Guillaume Gallienne
Cast: Guillaume Gallienne, André Marcon, Françoise Fabian, Nanou Garcia, Diane Kruger, Reda Kateb, Götz Otto, Brigitte Catillon, Carol Brenner, Charlie Anson
Durata:  85 minuti
Genere: Commedia
Distribuzione: Eagle Pictures
Uscita: 23 gennaio 2014

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