Sils Maria, un film di Olivier Assayas

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Una scena del film Sils Maria

Sils Maria è una riflessione sul Tempo e sulle difficoltà, per una persona di età matura – sia essa un’attrice di là con gli anni o un cineasta quasi sessantenne –, di conservare appieno la capacità di aderire alle cose del presente che solo l’energia e l’entusiasmo di un animo giovanile posseggono.

Venti anni fa una giovanissima Maria Enders si era rivelata interpretando a teatro la parte di Sigrid, una ragazza cinica e ambiziosa, dal fascino perverso, capace di irretire e trascinare alla rovina Helena, una matura dirigente d’azienda che si era incautamente invaghita di lei. Venti anni più tardi a Maria viene proposto di misurarsi di nuovo con la stessa pièce, ma questa volta calandosi nei panni di Helena. Nel frattempo lei è divenuta un’attrice rinomata del teatro e del cinema internazionale, un’esponente di prestigio di quell’élite culturale à la page, avvezza a celebrare se stessa attraverso rassegne, onorificenze, premi. Intanto nuove forme di rappresentazione vanno prendendo piede, con codici e stili propri, di cui Maria è del tutto ignara, murata com’è nello status dorato del proprio successo (che però va conoscendo le prime incrinature: i ruoli che da qualche tempo in qua le vengono proposti appaiono decisamente inadeguati…).

Inutilmente Valentine, la giovane assistente, si prova a scuotere le certezze della diva per consentirle di intendere i nuovi modi comunicativi e retorici della scena artistica contemporanea. Il film di fantascienza che esse vedono in un cinema di Saint-Moritz per Maria non è altro che un’accozzaglia di sciocchezze e volgarità. Anche il tentativo di Valentine di suggerire all’attrice una diversa ipotesi di lettura del testo che a suo tempo fece la sua fortuna, cade nel vuoto. Refrattaria a ogni cambiamento, Maria appare disinteressata ad adattarsi alle esigenze della modernità: si rifiuta semplicemente di capirla, chiudendosi dentro le proprie difese narcisistiche, realizzando di fatto un’operazione regressiva. Dover affrontare la parte di una donna matura la disorienta e la indispone. La stessa presenza di Jo-Ann Ellis, la sciacquetta hollywoodiana chiamata a ricoprire il ruolo di Sigrid, non può non sconcertarla. L’enigma della modernità resta per lei indecifrabile. E così non le sarà concesso vedere il “serpente di Maloja”, un particolare fenomeno atmosferico che tra le montagne dell’Engadina annuncia l’arrivo di grandi tempeste – le stesse, forse, con cui la donna dovrà fare i conti negli anni a venire (e le prime avvisaglie di quello che le aspetta sono già percepibili nella cocente mortificazione che Jo-Ann le infligge appena prima che si sollevi il sipario…).

La sceneggiatura di Sils Maria, assai ambiziosa, propone, con modalità da mise en abime, un ingegnoso intreccio di echi, accostamenti e contrasti speculari. La dialettica oppositiva età matura/giovinezza, che nel testo teatrale è imperniata sul rapporto tra Helena e Sigrid, si riflette nel film, come in un gioco di specchi, da un lato nell’ambiguo faccia a faccia tra Maria e Valentine (l’huis clos tra la grande attrice e l’assistente resta forse la cosa migliore della pellicola), dall’altro nel confronto tra la commediante europea di prima grandezza Juliette Binoche (che nel 1985 fu scoperta e rivelata da Rendez-vous, un film di André Téchiné, ma sceneggiato da Olivier Assayas, dove lei interpretava la parte di un’attrice alle prime armi) e Kristen Stewart, la giovane diva dell’ultimissima generazione (che qui peraltro se la cava benissimo).

Il rischio di scivolare nella cerebralità era ben concreto. Ma Assayas ha saputo scansarlo ricorrendo a un incisivo lavoro di messa in scena. La pellicola possiede la fluidità, il rigore e la limpidezza di un racconto classico che, nutrito peraltro di richiami colti (Bergman, Mankiewicz, Fassbinder…), non si nega tuttavia ad audacie di segno modernista (si pensi solo all’inopinata sparizione del personaggio di Valentine, che lascia d’improvviso il film orfano di uno dei suoi protagonisti…), a riprova di come Assayas, il cui inquieto percorso artistico, mai strettamente lineare, s’è sempre nutrito di ricerche ed esplorazioni eterogenee, sappia dialogare con estrema lucidità con le vibrazioni che attraversano la cultura del presente e riproporle nella propria scrittura.

Nicola Rossello

Scheda film

Titolo: Sils Maria
Regia: Olivier Assayas
Cast:  Juliette Binoche, Kristen Stewart, Chloë Grace Moretz, Lars Eidinger, Johnny Flynn, Angela Winkler, Hanns Zischler, Aljoscha Stadelmann
Durata:  124 minuti
Genere: Drammatico
Distribuzione: Good Films
Uscita: 6 novembre 2014


Sils Maria – Clip La Gelosia

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