Bramante a Milano. Le arti in Lombardia 1477-1499

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Donato Bramante, Uomo d'arme con barba ed elmo (1487-1488 ca.), affresco strappato e trasportato su tela; 120 x 115 cm, Milano, Pinacoteca di Brera

Donato Bramante, Uomo d’arme con barba ed elmo (1487-1488 ca.), affresco strappato e trasportato su tela; 120 x 115 cm, Milano, Pinacoteca di Brera

È dedicata a Donato Bramante, a cinquecento anni dalla morte, la mostra che, dal 4 dicembre 2014 al 22 marzo 2015, è allestita a Milano, alla Pinacoteca di Brera.

L’esposizione, nel tratteggiarne la poliedrica personalità, ricostruisce il suo lungo soggiorno in Lombardia e a Milano, e l’impatto che la sua opera ha avuto sugli artisti lombardi.

Il rinnovamento innescato da Bramante nel territorio lombardo, in un momento di straordinaria vitalità culturale della corte sforzesca (con la presenza tra gli altri di Leonardo da Vinci e del poeta fiorentino Bernardo Bellincioni) tocca non solo l’architettura, ma anche l’insieme delle arti figurative, ed è su queste che si incentra il percorso dell’esposizione.

Non si sottrarranno al suo fascino i protagonisti indiscussi della pittura rinascimentale in Lombardia: Vincenzo Foppa, Ambrogio Bergognone, Bartolomeo Suardi (che dal 1489 è noto con il soprannome di Bramantino) e poi Bernardo Zenale. Ma anche scultori, plasticatori, orafi e miniatori coglieranno tematiche, motivi, e suggestioni.
A sua volta Bramante è segnato dai materiali, dalle tecniche, dalle esigenze di prestigio di una corte per molti aspetti ancora legata al mondo tardogotico; saprà praticare un’architettura di mattoni e di materiali umili, destinata a occupare spazi ristretti e a soddisfare nello stesso tempo le ambizioni dei committenti. La tribuna di Santa Maria delle Grazie, innestata su di una struttura preesistente, è l’esempio della capacità dell’artista di conciliare il linguaggiomoderno” (e perciò all’antica) con quello delle epoche precedenti.

La mostra, curata da Sandrina Bandera, Matteo Ceriana, Emanuela Daffra, Mauro Natale e Cristina Quattrini, con Maria Cristina Passoni e Francesca Rossi, è accompagnata da un catalogo edito da Skira.

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