Forlì | Boldini. Lo spettacolo della modernità

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Giovanni Boldini, Il caricaturista Sem, 1901, olio su tela. Collezione privata

Giovanni Boldini, Il caricaturista Sem, 1901, olio su tela. Collezione privata

Per la stagione espositiva del 2015, i Musei San Domenico di Forlì presentano, dal primo febbraio al 14 giugno 2015, una mostra dedicata a Giovanni Boldini e alla cultura figurativa tra Otto e Novecento.

La rassegna intende indagare la multiforme attività creativa dell’artista ferrarese, valorizzando non solo i dipinti, ma anche la straordinaria produzione grafica, tra disegni, acquerelli e incisioni.

Viene riconsiderata la prima stagione di Boldini negli anni che vanno dal 1864 al 1870, trascorsi prevalentemente a Firenze a stretto contatto con i Macchiaioli. Questa fase, caratterizzata da una produzione di piccoli dipinti (soprattutto ritratti), viene vista in una nuova luce grazie alla possibilità di presentare parte del magnifico ciclo di dipinti murali realizzati tra il 1866 e il 1868 nella Villa detta la “Falconiera”, a Collegigliato presso Pistoia, residenza della famiglia inglese Falconer. Si tratta di vasti paesaggi toscani e di scene di vita agreste che consentono di avere una visione più completa del Boldini macchiaiolo.

Le prime sezioni, nelle sequenza delle sale al piano terra, sono dedicate alla immagine dell’artista rievocata attraverso autoritratti e ritratti; alla biografia per immagini (persone e luoghi frequentati); all’atelier; alla grafica così rivelatrice della sua incessante creatività.

Le sezioni successive, al primo piano, dopo il ciclo della “Falconiera”, ripercorrono attraverso i ritratti di amici e collezionisti la grande stagione macchiaiola.

Segue la prima fase successiva al definitivo trasferimento a Parigi, caratterizzata dalla produzione degli splendidi paesaggi e di dipinti di piccolo formato con scene di genere, legata al rapporto privilegiato con il celebre e potente mercante Goupil.

Hanno subito dopo un grande rilievo, anche per la possibilità di proporre confronti con gli altri italiani attivi a Parigi, come De Nittis, Corcos, De Tivoli e Zandomeneghi, le scene di vita moderna, esterni ed interni, dove Boldini si afferma come uno dei maggiori interpreti della metropoli francese.

Seguono infine le sezioni dedicate alla grande ritrattistica che lo vedono diventare il protagonista in un genere, quello del ritratto mondano, destinato ad una straordinaria fortuna internazionale.

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