Le due Frida, il dipinto di Frida Kahlo

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Una psicologa al museo

Le due Frida

Frida Kahlo, Le due Frida, 1939, Museo de Arte Moderno, Città del Messico

L’opera nasce in un momento di grande dolore per l’autrice, causato dalla sofferenza per il divorzio dall’amato marito, Diego Rivera.
Il dipinto raffigura uno sdoppiamento: a sinistra la Frida vestita di bianco, in un abito dalla foggia occidentale, a destra la Frida colorata, con indosso gli abiti della tradizione messicana. La Frida lasciata da Rivera e la Frida da lui amata.
Le due siedono di fianco, sulla stessa panchina, ma non si guardano.
Si tengono per mano e sono legate da una vena che connette il cuore vivo, dal colore rosso acceso, all’altro impallidito, che sembra ardere.
Il rosso: colore della passione, ma anche del sangue.
Simbolo di vitalità ma anche di dolore.
Quel dolore che si connette tipicamente ad ogni separazione e che si caratterizza con vissuti di grande sofferenza interiore. Quella che l’individuo ferito tenta di eliminare.
A questo fanno pensare le forbici.
La lacerazione ma anche la volontà di recidere. Il desiderio di arrestare vissuti dolorosi e tagliarli fuori in modo più o meno consapevole.
La fatica di entrarci è simboleggiata dall’assenza di uno scambio visivo.
La Frida colorata ed amata non guarda la Frida addolorata, appiattita nei colori e sanguinante.
Spesso il dolore diventa una barriera che logora e non consente né una integrazione al proprio interno, né una condivisione con l’esterno.
Ma l’afflizione che ogni separazione comporta, è parte inevitabile ed ineliminabile dell’esperienza umana.
E riguarda tanto il rapporto con l’altro, quanto quello con sé stessi.
Anche nella costante crescita individuale, cambiamento e sviluppo richiedono passaggi che implicano sempre dolore. Questo è connesso con il processo di distacco da parti di sé ormai superate. Lasciarle andare è necessario per fare spazio a nuovi aspetti personali. Essi sono frutto della scoperta e dell’arricchimento del confronto con l’altro e con sé stessi.

Valentina Carleo
Psicologa Psicoterapeuta

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