Il demone della modernità. Pittori visionari all’alba del secolo breve

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Gennaro Favai, New York, 1930 ca, olio su tavola – collezione privata

Gennaro Favai, New York, 1930 ca, olio su tavola – collezione privata

Palazzo Roverella di Rovigo, dal 14 febbraio al 14 giugno 2015, ospita la mostra “Il demone della modernità. Pittori visionari all’alba del secolo breve”, curata da Giandomenico Romanelli.

Assieme ad alcune irrinunciabili icone dell’universo simbolista, saranno presentate opere che uniscono la suggestione del simbolo e la libertà visionaria e utopistica dell’ideale, facendo compiere al visitatore un percorso teso tra scoperte di un’arte esclusiva e misteriosa e la rappresentazione drammatica e cruda, talvolta sommessa, della follia della guerra.

Non si tratta di una narrazione sistematica: attorno a impareggiabili figure del mondo nuovo, ad angeli di un destino di luce e alle tenebre gelide e sulfuree che circondano il maledetto e il reietto, le nuove forme dell’’arte spalancano orizzonti insospettati e fanno esplodere sopra le macerie del passato la potenza incontenibile e pur ambigua del moderno.

A raccontare, interpretare e vivere nelle loro opere queste emozioni sono grandi artisti europei: Franz Von Stuck, Leo Putz, Odillon Redon, Paul Klee, M. Kostantinas Ciurlionis, Max Klinger, Felicien Rops, Oskar Zwintscher, Sascha Schneider, Mirko Racki, Vlaho Bukovac, Ivan Mestrovic, Marc Chagall, Gustav Moreau, Hans Unger, K. Wilhelm Diefenbach e gli italiani: Mario De Maria, Guido Cadorin, Bortolo Sacchi, Alberto Martini, tra gli altri.

Le immagini di New York di Gennaro Favai dialogheranno in chiusura con il moderno cinema espressionista della fine degli anni Venti.

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